Citazioni su Moralità

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Fino ad ora, sulla morale ho appreso soltanto che una cosa: è morale se ti fa sentire bene dopo averla fatta, e che è immorale se ti fa star male.
Come poter vedere in un tumore infantile o in un terremoto, magari proprio il famoso terremoto di Lisbona del 1755, l'operare della provvidenza divina?
Mentre il rigore morale e l’onestà non sono contagiosi, l’assenza di etica e la corruzione lo sono, e possono moltiplicarsi esponenzialmente con straordinaria velocità.
In molti ambienti, a essere prese di mira, sono di solito le brave persone perché sono viste come una minaccia, perché si teme il giudizio morale della loro onestà, perché non sono in linea con i metodi usati per ottenere profitto negli affari, e diventano pericolose soprattutto quando fanno notare che certe cose non si fanno.
Dove la moralità è troppo forte, l'intelletto perisce.
Il vero pudore è nascondere ciò che non è bello far vedere.
L’uomo […] non è interamente colpevole, perché non ha dato inizio alla storia; né è del tutto innocente poiché la continua.
La misura c’insegna che occorre ad ogni morale una parte di realismo: la virtù pura è omicida; e che occorre una parte di morale ad ogni realismo: il cinismo è omicida.
Il salto morale è molto più pericoloso del salto mortale.
E non vuoi capire che la tua coscienza significa appunto "gli altri dentro te".
Tutto quanto oggi noi chiamiamo immorale, è stato, in un tempo qualsiasi e in un luogo qualsiasi, morale.
La maggiore felicità per il maggior numero di persone è il fondamento della morale e della legge.
Non si fa politica con la morale, ma nemmeno senza.
Si diventa morali non appena si è infelici.
Se è vero che l'esempio vien dall'alto, mettiamoci in salvo prima di esserne travolti.
L'uomo è stato destinato alla società. La sua moralità, perciò, doveva essere plasmata su questo oggetto. Egli è stato dotato di un senso del giusto e dello sbagliato relativi solamente a questo oggetto. Questo senso fa parte della sua natura come il senso dell'udito, della vista, della sensibilità; è il vero fondamento della moralità (...). il senso morale, o coscienza, è parte integrante dell'uomo come lo sono le sue braccia e le sue gambe. È stato donato a tutti gli esseri umani con una gradazione più o meno forte, così come la forza delle membra è distribuita con una gradazione maggiore o minore. Si può forse rafforzare con l'esercizio, come lo possono fare altre parti del corpo umano.
Il fine giustifica i mezzi.
L'essere umano buono è anche intelligente, quello cattivo è, in più, imbecille. Le doti morali non possono essere separate da quelle intellettuali.
Non esistono fenomeni "morali", ma solo interpretazioni "morali" dei fenomeni.
È morale ciò che ti fa sentir bene dopo che l'hai fatto, è immorale ciò che invece ti fa sentire male.
La parte preparatoria dei rimorsi, di solito, è abbastanza piacevole.
Fai agli altri quello che farebbero a te.
Non si può dire che un'atmosfera di alta moralità sia molto propizia alla salute, o alla felicità.
L'uomo può soltanto proporsi di diminuire aritmeticamente il dolore nel mondo.
Il moralista dice di no agli altri, l'individuo morale solo a se stesso.
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