Citazioni su Caso

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Uno dei criteri di differenziazione degli esseri umani è la personale relazione tra l'io cosciente e il caso. Ci sono infatti persone che non amano il caso, anzi lo temono, e cercano di programmare ogni cosa secondo regole ben note, in cui non vi è spazio per incertezze e improvvisazioni. Altre persone, invece, amano l'indeterminatezza, l'imprevisto, la sorpresa, e si divertono a giocare col caso. Inutile dire che le persone del secondo tipo sono molto più creative di quelle del primo tipo.
Il nuovo viene fuori dal casuale.
È illusorio cercare un senso in ciò che è casuale, come pensare che nulla avvenga per caso.
La realtà è ciò che accade, ovvero il risultato di una combinazione di caso e necessità.
Chiedere a Dio di fermare il virus è utile come chiedere al gioco del lotto di far uscire un certo numero.
Esiste un grado ottimale di disordine che è il miglior compromesso tra i benefici e gli inconvenienti dell'ordine.
Per casualità occorre intendere "imprevedibilità", "indeterminabilità", ovvero ciò che non è possibile determinare prima che accada, ma solo dopo, a causa della impossibilità pratica di conoscere e computare le variabili da cui dipendono certi eventi. Per esempio, il particolare miscuglio di geni (50% dalla madre e 50% dl padre) nella riproduzione sessuata.
Il passato e il caso determinano il futuro.
I fenomeni macroscopici sono completamente deterministici, quelli microscopici sono parzialmente aleatori.
Le cose avvengono per caso oppure per effetto di una logica, oppure per un misto di entrambe le cause.
Giudico che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ce ne lasci governare l'altra metà.
Davanti a me, le due cose da cui la vita discende e dipende: il caso e la necessità, ovvero la libertà e la logica.
A nessuno la fortuna sembra tanto cieca quanto a coloro che non ne sono beneficiari.
L'evoluzione delle specie non è finalistica, ma casuale.
Tra ordine e caso ci vuole un certo equilibrio, senza il quale la vita non potrebbe sussistere. Guardiamoci dunque da eccessi di ordine come da eccessi di casualità.
Con le carte che il caso mi ha dato, avrei forse potuto giocare meglio? Certamente sì col senno di poi, ma col senno di allora?
Attraverso uno straordinario rovesciamento delle cose il caso, noto soprattutto come agente di disorganizzazione e di disordine, diviene ora l’agente stesso dell’organizzazione. La natura ha “saputo” creare le strutture biochimiche che consentono di conservare i colpi fortunati e di ignorare invece i suoi insuccessi. È la “selezione” naturale. Einstein diceva: “Dio non gioca ai dadi”. Ma è sbagliato. Dio adora giocare ai dadi. E si capisce bene perché. Nel suo casinò, i simpatici croupier ignorano i colpi perdenti … Si trattava inoltre di inventare questo casinò. Come l’uomo preistorico riuscì a “imbrigliare” il cavallo per farsene un potente alleato, così la natura, attraverso l’invenzione del DNA, ha imbrigliato il caso.
A certe persone il caso fa paura, altre lo amano.
Siamo nati per caso e per caso moriremo. Il caso dà le carte e noi giochiamo.
Tutto ha un senso, anche se non riusciamo a capirlo, tranne ciò che avviene per caso.
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