Citazioni su Vita

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Della vita, metà è desiderio, e metà d'insoddisfazione. La vita è un atroce burletta.
Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai.
La vita o la si vive o la si scrive.
Chi sono? Una vita tra tante che cerca di evitare il dolore e di godere di gioie non troppo costose.
La vita è come la tua prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come funziona hai già perso.
Le strutture viventi possono essere soltanto se divengono; possono esistere soltanto se mutano. Trasformazione e crescita sono qualità inerenti al processo vitale.
Nella vita come in tram quando ti siedi è il capolinea.
La vita è una malattia ereditaria.
Per infiniti anni non sono esistito, per infiniti anni non esisterò. Rispetto all'eternità la mia vita è infinitamente breve, insignificante e di nessuna importanza. E allora di cosa dovrei preoccuparmi? Di soffrire il meno possibile. Ogni altro scopo è ridicolmente inutile, effimero e illusorio.
Ogni forma di vita è una strategia di riproduzione.
La vita e le civiltà sono forme di lotta contro l'entropia.
Ogni giorno vissuto è un giorno in meno da vivere.
Pregare è pensare al senso della vita.
Le gioie di questa vita non sono le sue, ma sono la nostra paura di ascendere a una vita superiore; i tormenti di questa vita non sono i suoi, ma sono i tormenti che infliggiamo a noi stessi per via di quella paura.
La vita è dare e ricevere, cooperazione e competizione, simbiosi e antibiosi, conservazione ed evoluzione, ripetizione e cambiamento.
Voglio fare della mia vita un’opera d’ingegno.
La vita è per lo più una prigione e una schiavitù. Siamo infatti tutti prigionieri e schiavi dei nostri corpi, dei nostri schemi mentali e delle nostre comunità, con pochi margini di libertà, come la possibilità di trasformare o sostituire schemi e comunità. Anche la sensazione di indipendenza che a volte proviamo è un effetto della nostra cattività, come ogni altra illusione.
Vivere, in generale, significa essere in pericolo.
La vita interiore e quella esteriore sono interdipendenti e non puoi comprendere l'una senza comprendere l'altra.
La vita è una metafora del teatro e viceversa.
La vita è una donna sdraiata, con seni accostati e rigonfi, con una gran pancia liscia e molle fra i fianchi sporgenti, con braccia sottili, cosce piene e occhi socchiusi, che nella sua provocazione splendida e beffarda esige il nostro più fervido ardore.
È di primaria importanza che la nostra risposta all'enigma della Sfinge sia coerente con il modo in cui non conduciamo la nostra civiltà, e questo dovrebbe a sua volta essere coerente con l'effettivo funzionamento dei sistemi viventi.
La vita, a mio parere, può essere definita (anche) come continue trasformazioni e riproduzioni di aggregati di materie organiche e di informazioni, regolate da informazioni consce o inconsce.
Ognuno è quello che è, in parte per necessità e in parte per caso (sia in senso genetico che culturale).
La vita di un individuo serve a mantenere quella della sua specie. La vita di una specie serve a mantenere se stessa.
Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.
La mia incompetenza a vivere sfiora il sublime.
La vita, per mantenersi e riprodursi, ha bisogno di particolari interazioni tra l'essere vivente e il mondo esterno, cioè il suo ambiente. Da tale bisogno fondamentale derivano tutte le motivazioni ovvero le strategie di sopravvivenza e riproduzione di ogni essere essere vivente e le associate relazioni ecologiche e sociali. I desideri sono infatti trasformazioni di bisogni e tutti loro fanno capo ad un bisogno primario, che è quello dei geni, di riprodursi. In tale contesto, il piacere e il dolore sono gli strumenti con cui la vita, ovvero la natura, costringe gli animali capaci di sentimenti (tra cui l'uomo) a vivere e a riprodursi attraverso la soddisfazione dei propri bisogni.
È interessante la diversità di opinioni sul senso della vita da parte di noti intellettuali e artisti. Non ci preoccupiamo dunque se non abbiamo idee chiare in proposito.
La vita è uno sforzo che sarebbe degno di miglior causa.
La vita è un gioco, anzi, un complesso di giochi di vario livello.
La vita è una somma di tutte le tue scelte.
La vita è quello che succede mentre tu stai facendo altri progetti.
La vita è un dramma di cui siamo al tempo stesso protagonisti e spettatori.
Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli è servito nascere?". Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo.
Tutto sarebbe più semplice se nascessimo con le istruzioni per l'uso e la data di scadenza.
Noi dobbiamo la nostra esistenza innanzitutto al DNA e alla biosfera. Senza di essi non saremmo mai nati né avremmo mai vissuto.
La vita è uno stato mentale. (Dal film "Oltre il giardino" --- "Being there")
Considera ogni giornata come una vita a se stante.
Nella vita siamo tutti di passaggio.
La vita dei più non è che una diurna battaglia per esistenza, con la certezza della sconfitta finale. Ma ciò che li fa perdurare in questa sì travagliata battaglia non è tanto l’amore della vita, quanto la paura della morte, la quale nondimeno sta inevitabile nello sfondo, e può a ogni minuto sopravvenire. La vita stessa è un mare pieno di scogli e di vortici, cui l’uomo cerca di sfuggire con la massima prudenza e cura; pur sapendo, che quand’anche gli riesca, con ogni sforzo e arte, di scamparne, perciò appunto si accosta con ogni suo passo, ed anzi vi drizza in linea retta il timone, al totale, inevitabile e irreparabile naufragio: alla morte.
La vita, vale la pena di essere vissuta? Dipende tutto da chi la vive.
La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.
Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare.
L'interazione è funzionale alla vita, la comunicazione è funzionale all'interazione, il pensiero è funzionale alla comunicazione, il pensiero è dunque funzionale all'interazione e alla vita.
Ciò che importa non è la vita eterna, ma l'eterna vivacità.
Tutto può essere utile, nulla sufficiente.
Vivere improvvisando significa fare cambiamenti causali nel proprio comportamento e osservarne gli effetti, mantenendo i cambiamenti che hanno avuto un effetto piacevole e smettendo quelli che hanno avuto un effetto spiacevole.
Mangiare è uno dei quattro scopi della vita... quali siano gli altri tre, nessuno lo ha mai saputo.
L’uso migliore della vita è di spenderla per qualcosa di più duraturo della vita stessa.
La via che percorriamo nel tempo è cosparsa dei frammenti di tutto ciò che cominciavamo ad essere, di tutto ciò che avremmo potuto diventare.
La vita è il risultato di interazioni tra algoritmi organici parzialmente modificabili.
Abbiamo due doveri ai quali non possiamo sottrarci: vivere e morire.
È davvero incredibile, come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori e, come opaca e riflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l’umanità. è un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d’una fila di pensieri triviali.
Le cose buone della vita sono illegali, immorali o fanno ingrassare.
La "vita" e la "mente" sono processi sistemici.
La vita è una malattia trasmessa per via sessuale.
Spera per il meglio ma aspettati il peggio. La vita è una commedia. Nessuno ha fatto le prove.


La domanda fondamentale è infatti: qual è lo scopo della vita? Diventare più umani o produrre di più?
La mia vita non mi appartiene, io le appartengo.
Un essere vivente è un complesso di sostanze, algoritmi, idee e sentimenti.
Mente, psiche, anima, spirito, sono la stessa cosa, ovvero sinonimi. Sono il software della vita. Esso può essere in tutto o in parte copiato da un vivente ad un altro e scritto in opere letterarie e artistiche, le quali non sono altro che simulazioni parziali della vita e dei rapporti umani. Lo scopo di tali opere è quello di facilitare la costruzione di paradigmi di interazione.
Noi non viviamo, ma siamo (veniamo) vissuti. Non siamo soggetti, ma oggetti, vettori e replicatori di vita. Non siamo nati per nostra scelta, e cesseremo di vivere quando le leggi della natura lo determineranno. Possiamo decidere se accettare o rifiutare il nostro destino, ma si tratta di una scelta obbligata dal dolore che il rifiuto non farebbe che aumentare.
La vita è una trappola cui è possibile sfuggire gettandovisi dentro.
La vita è un conflitto di interessi.
La vita e la morte dell'individuo sono entrambe necessarie per la conservazione della sua specie.
La sopravvivenza dipende da due fenomeni o processi contrastanti, due modi di raggiungere l'adattamento. Come Giano, l'evoluzione deve sempre guardare in due direzioni: all'interno, verso la regolarità dello sviluppo e la fisiologia delle creature viventi, e all'esterno, verso i capricci e le esigenze dell'ambiente.
Ogni organismo vivente è il mezzo, lo strumento, il metodo, il progetto, il sistema, la strategia con cui i suoi geni si riproducono, e non il contrario.
Ogni essere vivente (compreso l'uomo) è il risultato dell'interazione delle parti che lo compongono.
Nessuno ha il diritto di non soffrire e di non morire. Facciamocene una ragione.
La vita è un compromesso con la mediocrità.
La vita è una scuola di separazione.
Le informazioni sono la base non solo delle funzioni cognitive e logiche consce e inconsce di noi umani, ma della stessa vita animale e vegetale a tutti i livelli.
Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. E’ quella più predisposta ai cambiamenti.
Una vita non è importante che per l'impatto che ha nella vita degli altri.
Chi si risparmia fa spreco della propria vita.
Si vive una sola volta. E qualcuno neanche una.
Amare la vita significa non cercarne una diversa.
I nostri organismi interagiscono con i loro ambienti per conservarsi e riprodursi, finché non si disgregano.
Di norma, gli esseri non viventi sono formati e regolati solo da energie; quelli viventi, da informazioni connesse con energie. I computer sono un'eccezione, in quanto sono regolati da informazioni connesse con energie, ma non sono viventi. O meglio, sono quasi viventi essendo (per ora) incapaci di riprodursi.
Non abbiamo scelto di nascere e non sceglieremo di morire, tranne in rari casi.
Il modo più semplice e sicuro per ridurre il numero delle morti è ridurre il numero delle nascite.
Siamo come gli attori della commedia dell'arte, che improvvisano su un canovaccio scritto dalla Natura.
Esistiamo fintanto che siamo ricordati.
La "creatura" (il mondo vivente) dipende dal "pleroma" (il mondo non vivente); il pleroma, invece, non dipende dalla creatura anche se può essere trasformato da essa.
Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita [...] e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà.
Ogni giorno che passa è un giorno in più da ricordare e un giorno in meno da vivere.
Gran parte della vita di un essere umano consiste nell'immaginare o nel credere di vivere una vita diversa da quella reale.
La vita è teatro, ma non sono ammesse le prove.
Se una lezione ho imparato riguardo a questa cosa strana che è la vita, è che conviene viverla come se... Come se fossero reali tutte le larve che ci siamo inventate (amore, amicizia, famiglia, gloria, Dio...), di cui si maschera il niente.
La vita è una donna sdraiata, con seni accostati e rigonfi, con una gran pancia liscia e molle fra i fianchi sporgenti, con braccia sottili, 
Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare.
È il libero amore l'essenziale della vita, come anche la libera conoscenza. Sbarazzarsi dell'inessenziale, questo è essenziale per l'uomo.
La vita è bella e brutta, dipende dal punto di vista e dall'inquadratura.
Esistere significa cambiare, cambiare significa maturare, maturare significa continuare a creare se stessi incessantemente.
La nostra vita è il risultato di un enorme numero di eventi microscopici e macroscopici che avvengono simultaneamente, in ogni momento, nel nostro organismo e al di fuori di esso. Alcuni di tali eventi sono casuali, altri seguono logiche innate o apprese di cui siamo per lo più inconsapevoli.
Ogni vita si nutre di altre vite.
La vita è come una commedia: non è importante quanto è lunga ma come è recitata.
La vita è interazione, e la qualità della vita dipende dalla qualità delle interazioni. Perciò è importante che queste siano indagate e studiate. Tale è lo scopo della filosofia sistemica.
Voglio fare della mia vita un romanzo.
La vita, più è vuota e più pesa.
La vita dona raramente ciò che ci si aspetta da essa.
Non credo che esistano dei fini, se non nelle menti degli esseri viventi. Il fine ultimo di una mente è quello di vivere per vivere. IN altre parole, la vita è fine a se stessa.
La vita ideale: fare solo cose indispensabili.
La vita è sempre creazione, imprevedibilità e, nello stesso tempo, conservazione integrale e automatica dell'intero passato.
La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione.Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali. 
Si vis vitam, para mortem (se vuoi la vita, preparati alla morte).
Irresponsabile della mia nascita, ho un alibi di ferro: non c'ero.
Conviene, a chi nasce, molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.
Il pericolo maggiore che possa temere l'umanità non è una catastrofe che venga dal di fuori, non è né la fame né la peste, è invece quella malattia spirituale, la più terribile, perché il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere.
Non mi sono mai abituato alla vita.
Invece di viverla, passò la vita cercando di capirla.
La vita è terribile. È lei che ci governa, non noi che la governiamo.
A mio avviso, la vita consiste in continue trasformazioni organizzate (ordinate e casuali) di materie, energie e informazioni nello spazio/tempo.
È bene organizzare la vita come una serie di rischiose avventure condotte a partire da una base sicura.
Siamo tutti figli e servi dello stesso padrone: la logica della specie. Col piacere e col dolore ci usa per riprodursi e, finito il nostro gioco più o meno creativo e più o meno felice, di noi non resta che qualche idea per qualcun altro.
La mia vita è un esperimento di cui sono la cavia.
Gli uomini somigliano a orologi che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, è l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ripetere ancora una volta, fase per fase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata.
Tutti muoino, ma non tutti vivono veramente.
Alla fine della vita il bilancio consisterà in cosa ho dato agli altri, cosa ho avuto da loro e cosa abbiamo fatto insieme.
La vita e la felicità dell'io dipendono da quelle del corpo che lo ospita.
La vita è lunga se è piena.
Nella vita, una tragedia ridimensiona tante commedie.
Quel che tutti i viventi occupa e tiene in molto è la fatica per esistenza. Ma dell’esistenza, una volta che sia loro assicurata, non sanno cosa fare: perciò il secondo impulso, che li fa muovere, è lo sforzo di alleggerirsi dal peso dell’essere, di renderlo insensibile, di “ammazzare il tempo”, ossia di sfuggire alla noia. Quindi vediamo, che quasi tutti gli uomini al riparo dei bisogni e delle cure, quand’abbiano alla fine rimosso da sé tutti gli altri pesi, si trovano esser di peso a se stessi, e hanno per tanto di guadagnato ogni ora che passi, ossia ogni sottrazione fatta a quella vita appunto, per la cui conservazione il più possibile lunga avevano fino allora impiegate tutte le forze.
La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.
Moriremo senza aver capito cos'è la vita.
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