Citazioni su Felicità

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Secondo Epicuro, siamo felici quando percepiamo sensazioni piacevoli e quando non percepiamo quelle spiacevoli. Similmente, Jeremy Bentham ha stabilito che la natura ha dato il dominio sull’uomo a due padroni – il piacere e il dolore – e soltanto loro determinano ogni cosa che facciamo, diciamo e pensiamo. Il successore di Bentham, John Stuart Mill, ha spiegato che la felicità non è nient’altro che piacere e libertà dal dolore, e che al di là del piacere e del dolore non esiste alcun bene o male. Chiunque cerchi di dedurre il bene e il male da qualcos’altro (come la parola di Dio o l’interesse nazionale) vi sta ingannando, e forse s’inganna lui per primo.
La felicità è uno stato emotivo di intensità variabile caratterizzato da assenza o scarsità di dolore, ottimismo e piacere connesso alla soddisfazione dei bisogni primari propri e delle persone con cui si è in relazione. Non si può essere sempre felici, ma si può essere più o meno felici momento per momento.
La felicità può essere basata sulla speranza o illusione di una futura felicità.
Se vi dicessi che sono felice fareste bene a dubitarne. Infatti potrei dirlo (e crederci mentendo a me stesso) per ostentare una mia presunta superiorità filosofica.
Per non diventare molto infelici il mezzo più sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici.
La felicità è reale solo quando condivisa.
La felicità umana è fatta di tanti ingredienti che ne manca sempre qualcuno.
Ricetta della felicità.
La felicità è possibile
e la ricetta è questa:
liberarsi e liberare,
capire ed esser capiti,
amare ed essere amati,
comunicare e cooperare,
e insieme giocare col caso.
La felicità non è mai garantita, va difesa e riconquistata continuamente contro le persone e le cose che vorrebbero togliercela apertamente o di nascosto.
Per essere felici bisognerebbe desiderare ciò che si ha.
Ciò che conta per la felicità non è chi ha ragione e chi torto, le posizioni nelle gerarchie, il possesso di beni e privilegi o la conformità a certi modelli di pensiero e di comportamento, ma la reciprocità, ovvero l'utilità, l'aiuto e il desiderio reciproci tra esseri viventi.
Il ricordo della felicità non è più felicità; il ricordo del dolore è ancora dolore.
Nessun essere umano può veramente capirne un altro, e nessuno può costruire la felicità di un altro.
Dio si è riservato la distribuzione di due o tre piccole cose sulle quali non può nulla l'oro dei potenti della terra: il genio, la bellezza e la felicità.
La felicità esiste. Ne ho sentito parlare.
Il grado di felicità di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità delle sue interazioni abituali con gli altri.
La felicità, come la ricchezza, ha i suoi parassiti.
La natura ha creato gli uomini in modo che desiderino ogni cosa e non possano conseguire ogni cosa: talché essendo sempre maggiore il desiderio che la potenza di acquistare, ne risulta la mala contentezza di quello che si possiede e la poca soddisfazione.
Per alcuni la felicità è una sensazione cosi insolita che appena la provano, si allarmano e s'interrogano su questo nuovo stato; nulla di simile nel loro passato: è la prima volta che si avventurano fuori della sicurezza del peggio.
Meglio essere infelici sui cuscini di una Rolls Royce che sulle panchette di un tram.
Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.
Chi non accetta una inevitabile infelicità è ancora più infelice di chi l'accetta.
I momenti felici sono quelli in cui un bisogno viene soddisfatto, una mancanza viene colmata, un problema viene risolto, un pericolo viene scampato, una crisi viene superata, una sfida viene vinta, un enigma viene chiarito, una giustizia viene ottenuta, un danno viene riparato, una malattia guarisce, un dolore cessa, una cosa cercata viene trovata, un sogno viene realizzato. Senza difficoltà non ci può essere felicità, ma solo noia.
Io sono serena. Felice no: di fronte all’enorme sofferenza nella quale naviga il mondo, chi può essere felice? Non avrebbe senso.
Felicità = buone relazioni.
La capacità di migliorare consapevolmente le proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli esterni e interni è la qualità umana di più alto valore per la conquista della felicità, ovvero per il mantenimento di buone relazioni con gli altri e con la natura, e per la ricorsiva soddisfazione dei propri bisogni primari.
Quando ero bambino nessuno sentiva la mancanza di uno smartphone, nessuno ne aveva bisogno, e a nessuno veniva in mente che uno smartphone potesse renderci più felici o alleviare le nostre sofferenze. E così è stato. Infatti lo smartphone, in generale, non ci ha reso più felici né ha alleviato le nostre sofferenze anche se ha facilitato la soluzione di qualche problema.
La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.
Noi viviamo in un'epoca così disperata che qualsiasi felicità possediamo deve essere tenuta nascosta come una deformità.
Felicità è interagire con le persone e le cose giuste al momento giusto e nel modo giusto, ovvero soddisfacente per tutti gli interattori.
La felicità è spesso un'illusione, ma l'infelicità una realtà.
Gli uomini non ripongono mai la loro felicità in ciò che sono, ma in ciò che sperano di divenire; e non so se sia per questa illusione che essi non possono mai raggiungere la felicità, o se, appunto perché sanno di non poterla mai raggiungere, la ripongono volentieri in questa illusione.
La vera felicità è non aver bisogno di felicità.
La conoscenza della verità non rende necessariamente felici, perché la felicità è spesso basata sull'illusione.
Per raggiungere la felicità bisogna rinunciare a qualcosa e a volte il prezzo è troppo alto.
Ogni persona ha la sua idea di felicità.
Molti uomini vivono felici senza saperlo.
È giunta l'ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della vita. Troppo a lungo ci è stato fatto credere, e noi ingenuamente abbiamo creduto, che la ricerca della felicità conduca infine alla felicità.
La vita concede a ciascuno di noi rari momenti di pura felicità. A volte, solo pochi giorni o settimane. A volte, anni. Tutto dipende dalla fortuna. Il ricordo di quei momenti non ci abbandona mai e si trasforma in un paese della memoria a cui cerchiamo inutilmente di fare ritorno per il resto della vita.
La felicità consiste nell'ignoranza del vero.
La felicità non esiste. Di conseguenza non ci resta che provare a essere felici senza.
La felicità è là dove sappiamo che c’è stata o dove pensiamo di trovarla; sempre e comunque – altrove.
Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti e avere una buona salute. Ma se vi manca la prima tutto è finito.
Per essere felici, basta credere di esserlo.
Gli uomini sarebbero felici se non avessero cercato e non cercassero di esserlo.
Molte persone hanno un'idea sbagliata di ciò che porta alla vera felicità. Essa non si raggiunge attraverso il piacere personale, ma attraverso la fedeltà a un proposito degno.
La felicità è impossibile a chi la desidera.
Se non sei felice è tutta colpa tua. -- Proverbio Tibetano
Strappa all’uomo comune le illusioni e con lo stesso colpo gli strappi anche la felicità.
Una felicità presente ci fa dimenticare tante infelicità passate.
La felicità è un mito inventato dal diavolo per farci disperare.
La felicità è un percorso, non una destinazione.
Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi prendere dal panico: è questione di un attimo e passa.
Quando uno è contento di se stesso ama l'umanità.
Ognuno cerca la felicità a suo modo, usando le risorse a propria disposizione.
Giammai sarai felice finché un altro ti darà fastidio per il fatto che è più felice di te.
Coloro che non furono mai sventurati, non sono degni della loro felicità.
La felicità odia i timidi.
Ci sono grandi felicità che per poter essere raggiunte esigono grandi dolori.
L'unica saggezza è fare in modo che la nostra felicità e il nostro umore dipendano solamente da noi stessi.
Felicità è interagire abitualmente con gli altri in modo soddisfacente.
A che ci serve la scienza se non ci aiuta ad essere felici? Ci aiuta a fuggire da ciò che ci fa paura, a dominare gli altri, a combattere l'ignoranza, ad evitare i pericoli e le malattie, a lavorare di meno, ecc. ma non ad essere felici. Abbiamo bisogno di una scienza della felicità.
La Natura non ci ha solamente dato il desiderio della felicità ma il bisogno; vero bisogno, come quel di cibarsi. Perché chi non possiede la felicità, è infelice, come chi non ha di che cibarsi, patisce di fame. Or questo bisogno ella ci ha dato senza la possibilità di soddisfarlo, senza nemmeno aver posto la felicità nel mondo.
Si può essere felici senza almeno la speranza o l'illusione di una relazione d'amore con qualche persona o divinità?
Sarebbe terribile scoprire che le uniche cose ci possono far felici sono inaccettabili per gli altri.
La felicità non consiste nell'acquistare e godere ma nel non desiderare nulla, perché consiste nell'essere liberi.
La felicità è il frutto finale e perfetto dell'obbedienza alle leggi della vita.
Data la complessità dell’apparato mentale umano, sembra piuttosto che la felicità, intesa come espressione soggettiva di uno stato di attivazione del sistema endorfinico, dipenda dall’insieme dei rapporti che il soggetto intrattiene con il mondo e dall’uso attivo delle sue potenzialità.
Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada.
Non esiste felicità intelligente.
Felicità = desiderio reciproco, senza obblighi né divieti.
Non si può essere felici da soli.
La felicità dipende soprattutto dalla fortuna. Non comprendere e non accettare questa semplice verità ci rende ancora più infelici.
La felicità non risiede nel mero possesso del denaro; risiede nella gioia del raggiungimento, nell'emozione dello sforzo creativo.
La felicità non esiste, ma esistono momenti felici.
Tutto è buono... Tutto. L'uomo è infelice perché non sa di essere felice. Solo per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante. [...] Tutto è bene per colui che è consapevole che tutto è bene. Se sapessero di stare bene, starebbero bene; ma, finché non sapranno di stare bene, staranno male. Ecco tutta l'idea! Tutto! E non ce n'è un'altra
Chi vuole insegnare agli altri come essere felici, deve prima di tutto dimostrare di esserlo.
La felicità è una ricompensa che giunge a chi non l'ha cercata.
Non accontentatevi della felicità, aspirate alla serenità.
La felicità dovrebbe essere l'unica condizione della vita; dove la felicità fallisce, l'esistenza rimane un folle e lamentevole esperimento.
Non parlare di felicità con chi è meno fortunato di te.
Ci sono persone felici a loro insaputa.
La felicità è una condizione in cui, nel bilancio emotivo di una persona, il piacere prevale statisticamente sul dolore.
Felici o infelici, tutti sembrano esperti di felicità.
L'uomo passa la vita a imparare e disimparare la logica della felicità, ovvero quali situazioni, pensieri e comportamenti aumentano il suo grado di felicità e quali lo diminuiscono.
Esiste un segreto per vivere felici, ma questo rimane, appunto, un segreto.
La felicità consiste nella realizzazione dello spirito attraverso il corpo.
La vera felicità costa poco. Se è cara non è di buona qualità.
La vera felicità è l'illusione di raggiungerla.
La felicità spesso si insinua attraverso una porta che non sapevate di aver lasciato aperta.
La felicità dipende dalla saggezza, dalla salute, dai rapporti sociali e da quelli economici, e tutte queste cose dipendono dalla fortuna, perciò la felicità dipende dalla fortuna.
Si può essere felici senza mai smettere di essere tristi.
La concezione di felicità tipica della cultura di massa può essere detta consumatrice nel senso più largo del termine, vale a dire che essa spinge non soltanto al consumo dei prodotti, ma al consumo della vita stessa.
Felicità è anche non accorgersi che in realtà si è soli.
La conoscenza, la cultura, l'istruzione non ci rendono felici né ci portano al successo, ma ci aiutano a capire perché non siamo felici né abbiamo successo.
Nessuno mi può costringere a essere felice a modo suo.
La nostra felicità dipende dalla qualità dei nostri rapporti con gli altri. A sua volta, la qualità dei nostri rapporti con gli altri dipende dalla qualità delle nostre menti. Perciò per essere più felici dobbiamo migliorare le nostre menti affinché i nostri rapporti con gli altri possano migliorare.
La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità.
Beato l'uomo che non aspetta niente, ché non verrà mai deluso.
La felicità: per alcuni arriva inaspettata, per altri arriva dopo terribili fatiche, per altri ancora non arriva mai. Anche perché non è chiaro cosa sia e da cosa dipenda.
È curioso osservare quale ideale di felicità amino gli uomini e in quali singolari posti essi cerchino la sua sorgente. Alcuni la cercano nell'ammucchiare ricchezze, alcuni nella superbia del potere, altri nelle conquiste dell'arte e della letteratura. Pochi la cercano nell'esplorazione del loro spirito o nel miglioramento della conoscenza.
La vera felicità è la pace con se stessi. E, per averla, non bisogna tradire la propria natura.
A volte, da noi dipende più la felicità altrui che la nostra.
Dobbiamo convenire che per essere felici nella vita bisogna letteralmente paralizzare molti lati della nostra anima.
Nessuno è felice senza un'illusione di qualche tipo. Per essere felici, le illusioni sono necessarie quanto la realtà.
La felicità è fatta anche di dolori calanti, di resistenze cedenti.
La maggior parte delle ricette di felicità e serenità che troviamo nel supermercato delle religioni, filosofie, ideologie e pseudoscienze offrono cure palliative che non risolvono il problema principale di ogni essere umano, che è quello di avere interazioni mutuamente soddisfacenti con altri umani.
La felicità è come una farfalla: se l'insegui non riesci mai a prenderla, ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te.
Buona parte della felicità nostra sta nella distrazione da noi medesimi.
La persona serena procura serenità anche agli altri.
La felicità sta nel conoscere i propri limiti e nell'amarli.
Ci sono due modi per conquistare la felicità: uno è fare l'idiota, l'altro è esserlo.
Il mondo del felice è un altro che quello dell'infelice.
La felicità le più volte consiste nel sapersi ingannare.
Due infelicità sommate possono fare una felicità
Nonostante i progressi della psicologia e della filosofia, I motivi per cui alcuni sono più felici o infelici di altri non sono affatto chiari. Alcuni pensano di conoscere tali motivi, ma non ci sono idee largamente condivise a tale riguardo.
La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è. 
La felicità consiste nel non desiderare che ciò che si possiede.
Non è ciò che hai, chi sei, dove sei o ciò che fai a renderti felice o infelice. È ciò che pensi a riguardo.
Godi e fa' godere, senza far male a te stesso o a qualche altro: ecco qui, credo, tutta quanta la morale.
Che cos'è la felicità? La sensazione che la potenza cresce, che si sta superando una resistenza. 
Il prezzo del progresso della civiltà si paga con la riduzione della felicità.
Se la filosofia servisse ad aumentare la felicità, gli esperti di filosofia dovrebbero essere più felici dei non esperti. Ma non è sempre così, anzi quasi mai è così.
La felicità consiste nel poter dire la verità senza far mai soffrire nessuno. (Dal film "8 e mezzo" di Federico Fellini)
Felicità è il sentimento che provi mentre stai interagendo in un modo che ritieni buono e giusto per te e per gli altri.
Il Natale è una promessa di felicità, di fraternità, di comunità, di pace e di regali. A parte i regali ai bambini, normalmente la promessa non viene mantenuta e dal giorno dopo tutto torna come prima.
La felicità è sempre instabile e incerta.
Con il mito volgare della felicità, si può fare degli uomini press'a poco ciò che si vuole, e tutto quello che si vuole delle donne.
La felicità di un individuo dipende molto da come esso si sente trattato dagli altri.
Uno degli aspetti più assurdi dell'infelicità umana è che essa è oggetto di vergogna, poiché tanto meno una persona si dimostra felice, tanto più è considerata malata o incapace ("looser") e quindi emarginata. Questo ci induce a nascondere la nostra infelicità, fino a rimuoverla nell'inconscio. Ci si può perfino illudere di essere felici per timore dell'emarginazione, o negare che si possa essere più felici di quanto uno sia.
La vera felicità è non aver bisogno di felicità
La felicità non è la libertà dai bisogni, ma la possibilità di soddisfarli ogni giorno.
La vera felicità costa poco; se è cara non è di buona qualità.
Se fai x sarai felice.
Se fai y sarai infelice.
Se non fai j sarai felice.
Se non fai k sarai infelice.
A volte x, y, j e k sono la stessa cosa e in tali casi si determina ciò che Gregory Bateson chiamava "doppio vincolo", ovvero un fattore della schizofrenia.
Nulla è più difficile che condurre un uomo alla propria felicità.
La felicità non sta nell'essere amati: questa è soltanto una soddisfazione di vanità. La felicità sta nell'amare.
Amare ciò che si ha, saperne gioire, godere dei privilegi del proprio stato, non invidiare coloro che ci sembrano più felici di noi, applicarsi per perfezionare noi stessi e per ricavare i maggiori vantaggi dai nostri comportamenti, è tutto quello che chiamo felicità.
La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.
La felicità è uno stato mentale.
Se tu avessi il potere di rendere tutti gli altri più felici a scapito della tua felicità, useresti tale potere?
La felicità è una menzogna, la cui ricerca è causa di tutti i malanni della vita. Ma ci sono calme serene che la imitano e forse la superano.
Felicità è amare ciò che si ha, non provare invidie né gelosie, non temere il futuro, conoscere e accettare i propri limiti, poter esercitare le proprie capacità, avere buoni rapporti con gli altri e poter soddisfare a sufficienza i propri bisogni innati.
Se il denaro non dà la felicità, neppure la toglie.
Non solo gli umani desiderano essere felici, ma ancor più desiderano apparire tali, perché l'apparenza della felicità è uno status symbol rispettabile e mostrarsi infelici un segno di fallimento. Infatti nessuno dà credito ad un infelice o ne segue i consigli.
Se fai quello che ti piace è libertà.. Se ti piace quello che fai è felicità.
La felicità è un modo di vedere. 
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