Citazioni su Comunicazione

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Ognuno dà alle parole il significato che gli conviene, ovvero che lo appaga.
Tutto ciò che un essere umano comunica agli altri ha un fine nascosto, spesso inconfessabile, spesso nascosto anche al comunicatore: quello di influenzare, secondo i propri desideri (spesso incofessabili), i pensieri, i sentimenti e i comportamenti dei destinatari della comunicazione.
Non sono le parole, tutte, fatte per i grevi? Non mentono le parole per chi è lieve? Slanciati e vola: in giro, in avanti, all'indietro, tu che sei lieve. Non c'è sotto né sopra. Slanciati e vola.
Dietro ogni testo c'è un contesto.
Ogni espressione umana (informativa, letteraria, artistica, ecc.) comporta certi messaggi e certe intenzioni, e sollecita certe prese di posizione.
Quando una persona parla è importante capire ciò che essa non dice più che ciò che essa dice.
Editori, scrittori, giornalisti e autori in generale hanno grandi responsabilità sociali perché determinano di cosa le nostre menti si occupano, e costruiscono i nostri pensieri.
L'unico modo per non essere fraintesi è quello di non esprimersi, ma anche il silenzio può essere frainteso.
Quando qualcuno dice qualcosa è interessante capire ciò che dice, ma è ancora più interessante capire perché lo dice.
Come ci si può intendere se nelle parole che io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me, mentre chi le ascolta inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli ha dentro?
Dietro un piccolo gesto, dietro una semplice espressione, ci può essere la ricerca di tutta una vita e forse di più vite.
Prima di prima di parlare di una certa cosa, prima di valutarla, bisognerebbe definirla, a meno che non si intenda assumere la definizione standard data da un vocabolario autorevole della lingua che si usa. Tuttavia, il vocabolario può dare più di una definizione, per cui se dal contesto non si capisce quale sia quella applicabile, essa andrebbe specificata. Altrimenti il rischio di incomprensione è grande. In ogni caso, definire arbitrariamente il significato delle parole è una forma di prevaricazione del pensiero altrui.
Le parole, se uno le sa usare, possono essere anche carezze o pugnalate.
Vera comunicazione ha luogo soltanto fra persone di uguali sentimenti, di uguale pensiero.
Ascoltare vuol dire capire ciò che l'altro non dice.
L'incomunicabilità tra le persone non finisce mai di stupirmi.
La comunicazione non è fine a se stessa ma serve alla interazione.
Nei discorsi, spesso il non detto è più importante del detto.
Saper tacere è importante quanto saper parlare.
Domanda da fare all'interlocutore quando una discussione diventa sterile: "secondo te, il mio pensiero e il tuo sul tema in oggetto (1) sono contraddittori e quindi incompatibili,(2) sono entrambi validi e quindi si completano, o (3) si ignorano reciprocamente come se ciascuno ritenesse l'altro irrilevante?"
Ciò che scriviamo ci influenza, ci modifica o rafforza le nostre idee e il nostro carattere. Scrivere non è mai senza effetto.
Il significato della tua comunicazione è la risposta che ottieni.
Quando due persone si incontrano, ciascuna non può evitare di comunicare all'altra che la considera amica, nemica o indifferente, e che si sente superiore, inferiore o uguale ad essa.
La parola comunica il pensiero, il tono le emozioni.
La chiacchiera è la possibilità di comprendere tutto senza alcuna appropriazione preliminare della cosa da comprendere. La chiacchiera garantisce già in partenza dal pericolo di fallire in questa appropriazione. La chiacchiera, che è alla portata di tutti, non solo esime dal compito di una comprensione genuina, ma diffonde una comprensione indifferente, per la quale non esiste più nulla di inaccessibile.

« L’esperienza, e cioè la continuità della coscienza, in cui perdura ciò che non è più presente, in cui l’esercizio e l’associazione creano, nel singolo, la tradizione, viene sostituita dall’informazione puntuale, slegata, sostituibile ed effimera, per cui si può già osservare che nel momento successivo è cancellata da altre informazioni. » (Adorno, Teoria della Halbbildung)
Quando parliamo, ogni frase che diciamo presuppone certe idee, certi valori e certi interessi, si situa in un certo contesto, è un dettaglio di un discorso molto più grande, che include tutto ciò che abbiamo imparato da quando siamo nati. E il significato di ciò che diciamo dipende dal contesto a cui facciamo riferimento, dai nostri presupposti, dai nostri valori e interessi, e dalle nostre esperienze. La soggettività dei contesti personali rende difficile la comprensione e l'accordo tra individui.
Le parole possono avere effetti di enorme portata. Infatti, milioni di persone hanno ucciso o si sono fatte uccidere in nome di libri come la Bibbia, il Corano, Il Capitale, Mein Kampf ecc.
Non dire nulla che il tuo interlocutore non desideri ascoltare, se non vuoi la sua ostilità.
Dare ascolto ad una persona significa permetterle di influenzare i propri pensieri. Per questo molti non ascoltano volentieri ciò che gli altri dicono, infatti molti cercano di difendere i propri pensieri dalle influenze altrui, dai cambiamenti arbitrari che gli altri potrebbero apportarvi.
Nel dialogo tra due individui, quando il discorso diventa svantaggioso per uno dei due, lo svantaggiato sente il bisogno di interromperlo, di sminuirlo, di cambiarlo, di deviarlo dall'obiettivo che si proponeva, o di cambiare il significato delle parole usate, e trova ogni possibile giustificazione razionale per la sua tattica diversiva.
Per parlare con una persona bisogna usare linguaggi, parole e significati noti a entrambi.
Un comunicatore efficace inserisce pensieri e immagini di sua scelta nelle menti dei suoi lettori e ascoltatori.
Siamo così prodighi di superlativi, che, ad esempio, "caro" è diventato più forte di "carissimo".
Cosa può servire far qualcosa di buono se nessuno poi lo vedrà?
Nessuno dovrebbe essere criticato né giudicato per ciò che non ha espresso, perché non esprimere una certa cosa non equivale a negarla.
È impossibile non comunicare al nostro interlocutore, mediante il linguaggio non verbale, i nostri sentimenti e le nostre opinioni sulla sua persona e le sue idee.
Le parole servono a comunicare verità e falsità, consigli, ordini e inganni.
Ognuno narra il mondo a suo modo, secondo le proprie capacità e le proprie convenienze.
Non mi parlare. Voglio stare con te.
Nella comunicazione tra due persone si nasconde a volte, tra le righe, un messaggio (reale o percepito) che dice "io sono superiore a te, perciò dovresti/devi fare e pensare come dico io". Se tale messaggio viene rifiutato dal ricevente, questo assume automaticamente una posizione difensiva o aggressiva, e la comunicazione può diventare violenta.
Se tutti si attenessero alla regola di parlare meno dell'interlocutore, ad eccezione del tempo dedicato alle domande e alle risposte, i dialoghi sarebbero molto produttivi.
Gli esseri umani comunicano tra loro continuamente con le parole e i comportamenti.
Siamo talmente abituati ad essere ingannati che non ce ne accorgiamo nemmeno. Per esempio, i prezzi che finiscono con virgola 99 sono ingannevoli perché ci illudono che il prezzo sia inferiore di una unità. Ma nessuno protesta.
Nella comunicazione tra due persone succede a volte che esse intendano la stessa cosa usando parole diverse, e cose diverse usando le stesse parole.
Quando alcune parole divengono abusate, occorre ridefinirle come una dottrina dopo una eresia.
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