Citazioni su conscience

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L'io cosciente contribuisce a soddisfare i bisogni della persona e a gestire nel modo più produttivo i conflitti tra di essi, mediante il pensiero astratto (basato sul linguaggio) e la previsione del futuro.
La coscienza è il processo in cui si confrontano le nuove esperienze con le precedenti, ciò che si vede e si sente nel presente con ciò che si è visto e sentito nel passato, confronto da cui scaturisce la previsione e il presentimento del futuro.
La coscienza serve a conciliare i diversi bisogni della persona e a organizzare la loro soddisfazione.
La voce della coscienza è come uno di quei congegni dall'allarme che scattano per ogni nonnulla e nessuno gli da più retta.
E non vuoi capire che la tua coscienza significa appunto 'gli altri dentro di te'.
Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia. Eppure sono convinto che non soltanto una coscienza eccessiva, ma la coscienza stessa è una malattia.
La coscienza è controllata dall'inconscio, l'inconscio dalla società, la società dalle comuni coscienze di gruppi di individui.
La coscienza è l'ultimo e più tardo sviluppo dell'organico e di conseguenza anche il più incompiuto e il più depotenziato... Si pensa che qui sia il nocciolo dell'essere umano: ciò che di esso è durevole, eterno, ultimo, assolutamente originario! Si considera la coscienza come una stabile grandezza data! Si negano il suo sviluppo, le sue intermittenze! la si intende come unità dell'organismo! Questa ridicola sopravvalutazione, questo travisamento della coscienza hanno come corollario un grande vantaggio, consistente nel fatto che con ciò è stato impedito un troppo celere perfezionarsi della medesima. Perché gli uomini ritenevano di possedere già la coscienza, si sono dati scarsa premura per acquistarla, e anche oggi le cose non stanno diversamente!
Secondo me la coscienza esiste solo negli esseri viventi. All'inizio (alla nascita dell'embrione) è piccolissima, debole e rudimentale, e nel tempo diventa sempre più grande, forte e sofisticata. In essa possiamo distinguere tre componenti: cognizioni, sentimenti e motivazioni.
Per ogni cosa di cui siamo consapevoli in un dato momento ve ne sono miliardi di cui non siamo consapevoli (e di cui probabilmente non lo saremo mai) che agiscono in noi determinando perfino ciò di cui siamo consapevoli.
La coscienza è la percezione e cognizione del tempo del proprio corpo, stretto tra il suo passato e il suo avvenire.
Nessun organismo può permettersi di essere cosciente di cose che può gestire a livelli inconsci. In genere, possiamo permetterci di fare a meno di quei tipi di conoscenza che continuano ad essere veri nonostante i cambiamenti ambientali, ma dobbiamo mantenere in un posto accessibile tutti quei controlli del comportamento che devono essere modificati in ogni momento. L'economia del sistema, infatti, spinge gli organismi a spostare nell'inconscio quelle generalità di relazioni che rimangono sempre vere, e a tenere nella coscienza la pragmatica di situazioni particolari.
Analizzarsi e valutarsi liberi da ogni pregiudizio, moralismo e autocensura è molto rischioso. Potremmo scoprire di non essere innocenti, di non essere sinceri, di esserci ingannati e di non aver capito le cose più importanti della vita in genere e di quella umana in particolare. Per evitare che la nostra visione del mondo e di noi stessi si riveli infondata e contraddittoria, meglio evitare di guardarci dentro, meglio occuparci solo delle nostre apparenze e di ciò che gli altri pensano o potrebbero pensare di noi.
Ci sono molte materie e circostanze in cui la coscienza non è desiderabile e il silenzio è d'oro, così che la segretezza può essere usata come segnale che ci dice che stiamo avvicinando il sacro.
Vi giuro, signori, che l'essere troppo consapevoli è una malattia, un'autentica, assoluta malattia.
La coscienza è il tramite fra ciò che è stato e ciò che sarà, un ponte gettato tra il passato e il futuro.
Compito della coscienza è conciliare le esigenze del proprio corpo con quelle della propria società.
Aveva la coscienza pulita. Mai usata.
Il solo modo di trovare la felicità su questo pianeta è di avere una coscienza pulita, o di non averne affatto.
La coscienza del presente è il ricordo di un passato appena trascorso.
La coscienza si estende tra passato, presente e futuro. Queste tre dimensioni non sono separabili. Infatti, ciò che è avvenuto incide su ciò che sta avvenendo, e ciò che sta avvenendo incide su ciò che avverrà. Ciò che sta avvenendo non avrebbe senso senza una prospettiva futura, sia pure di pochi secondi. Infatti, ciò che facciamo, lo facciamo affinché qualcosa avvenga (o non avvenga) in futuro, ovvero per causare (o impedire) un certo potenziale cambiamento, cioè una certa trasformazione interna e/o esterna.
La coscienza ci rende tutti egocentrici.
Avere la coscienza pulita è segno di cattiva memoria.
La nostra coscienza si smarrisce, perché questa che crediamo la cosa più intima nostra, la coscienza, vuol dire gli altri in noi e non possiamo sentirci soli.

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