Citazioni su Solitude

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La solitudine è insopportabile. Per evitarla siamo disposti perfino a farci indottrinare.
Chi ha troppe parole non può che essere solo.
Quando vedo folle di persone entusiasmarsi per eventi che mi lasciano indifferente o mi irritano, mi sento solo e triste.
C’è una solitudine... “portatile” una convinzione così abituale della propria particolarità, un tale punto di dissomiglianza raggiunto, che l’uomo arrivato fin lì può impunemente mescolarsi al mondo, sentirsi continuamente, in mezzo agli altri, distinto da quell’uomo che offre loro, e che ogni volta non è che il loro prodotto. Un simile uomo non ha bisogno del deserto. Porta con sé, sempre a sé congiunto, l’inesistenza dei discorsi e delle opinioni altrui, dei valori dati dagli altri, e dei valori che gli altri ricevono in cambio da lui.
Il talento lo si sviluppa nella solitudine, mentre il carattere si consolida nella corrente della vita.
La solidarietà è la forza dei deboli. La solitudine è la debolezza dei forti.
Non è parlando degli altri, ma curvandosi su di sé, che ci è possibile incontrare la Verità. Perché ogni cammino che non conduce alla nostra solitudine o non ne proceda, è deviazione, errore, perdita di tempo.
La solitudine è fonte di felicità e di tranquillità dell'animo.
Si resiste a stare soli finché qualcuno soffre di non averci con sé, mentre la vera solitudine è una cella intollerabile.
Quando pensi che a nessuno importa se sei vivo, prova a non pagare per due mesi la rata della macchina.
La nostra storia è scritta da isolati (...) San Francesco, (...) lo sdegnoso Dante (...), Leonardo, il genio che anticipa il futuro, pensa che per essere veramente se stessi bisogna essere soli (...) Colombo (...) Galileo rivoluziona la conoscenza dell'universo (...) Goldoni (...) Pirandello.
Anche quando siamo soli interagiamo con gli altri dentro di noi.
Non esiste peggiore solitudine di quella vissuta in due.
Io mi sento me stesso solamente quando sono solo. Il rapporto con gli altri non mi viene naturale: mi richiede uno sforzo.
Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia.
La solitudine non ci lascia mai soli.
Guai a chi è solo, perché quando cade non avrà nessuno pronto a sollevarlo.
Io sono una persona che sta molto sola; delle mie sedici ore di veglia quotidiane dieci almeno sono passate in solitudine. E non potendo, dopo tutto, leggere sempre, mi diverto a costruire teorie le quali, del resto, non reggono al minimo esame critico.
La solitudine genera l'originalità, la strana e inquietante bellezza, la poesia, ma anche il contrario: l'abnorme, l'assurdo, l'illecito.
Chi non ama la solitudine, non ama neppure la libertà, poiché soltanto quando si è soli si è liberi.
La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza.
Nessuno è veramente solo a questo mondo: ognuno ha il proprio dio, il proprio dolore o il proprio orgoglio a fargli compagnia.
Solo i fortunati sociali possono ambire alla solitudine con arie d'idiota superiorità.
Nelle arti, nella musica, nella filosofia e in quasi tutta la letteratura seria, la solitudine e la singolarità sono essenziali [...] Testimoniano della ricchezza estatica della solitudine. Affermano che soltanto nella solitudine austera si può percepire la pulsazione della vita nella sua vibrazione più intensa. Identificano la soledad con la possibilità stessa di travagli speculativi e costruttivi di prim'ordine. Come vedremo, è questa la convinzione, spesso ribadita, di Montaigne nella sua torre; ed è quella dello Zarathustra di Nietzsche nella solitudine accecante del sole di mezzogiorno.
Ci sono persone che, se non fingessero di essere normali, sarebbero sole come cani randagi (a volte mi sento come uno di loro). Il problema è che gli "anormali" lo sono tutti in modi diversi per cui un anormale è "normalmente" incompatibile non solo con i "normali", ma anche con tutti gli altri anormali. Un'amicizia tra anormali è dunque molto improbabile, per cui essi sono condannati alla solitudine a meno che, ogni tanto, non fingano di essere normali o che la loro anormalità sia uguale a quella della persona con cui vogliono avere una relazione.
L'unica compagnia gradevole è quella che ci facciamo da soli.
Per diventare scrittore pazienza e fatica non bastano: si deve anzitutto provare l'impulso irresistibile a fuggire la gente, la compagnia, la quotidianità, e a chiudersi in una stanza.
Solitudine: Situazione di chi ha il difetto di dire la verità e di essere dotato di buon senso.
La solitudine è la dieta dell'anima, disse sensatamente non so chi.
Vi sarà sempre solitudine per coloro che ne sono degni.
Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
Ho sempre pensato che la peggior cosa nella vita fosse rimanere soli. Non lo è. La peggior cosa è stare con persone che ti fanno sentire solo.
La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.
Non è mai solo chi è in compagnia di nobili pensieri.
Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi.
Nel tumulto degli uomini e degli avvenimenti, la solitudine era la mia tentazione. Adesso è la mia compagna. Di che cos'altro accontentarsi quando si è incontrata la Storia?
Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare.
Non visito, né cammino in nessuna società, né nelle stanze, né nei caffè. Farlo significherebbe sacrificare la mia unità interiore, abbandonarmi a conversazioni inutili, rubare tempo se non ai miei ragionamenti e ai miei progetti, almeno ai miei sogni, che sono sempre più belli della conversazione con qualcun altro. Lo devo all'umanità futura. Se spreco la possibile eredità divina degli uomini di domani, diminuisco la felicità che posso dare loro e diminuisco me stesso, non solo ai miei occhi reali, ma agli occhi possibili di Dio. Forse non è così, ma sento che è mio dovere crederci.
Solitudine, lusso dei ricchi.
La solitudine è una medicina da prendere a dosi che non vanno superate, pena l'emarginazione. Ognuno può permettersi dosi più o meno forti, a seconda delle proprie capacità.
Quanto più s'allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe il cerchio degli uomini la cui la compagnia è gradita.
I corvi vanno a schiere, l'aquila vola sola.
Dobbiamo scegliere di quale sofferenza soffrire: quella causata dalla solitudine o quella causata dall'assurdità del comportamento altrui.
..bisogna essere molto forti, per amare la solitudine...
Solo quando si è soli si può essere liberi. Ma se lo si è troppo a lungo, si può diventare schiavi del bisogno e della paura degli altri.
Bisogna riservarsi un retrobottega tutto nostro, del tutto indipendente, nel quale stabilire la nostra vera libertà, il nostro principale ritiro e la nostra solitudine. Là noi dobbiamo trattenerci abitualmente con noi stessi, e tanto privatamente che nessuna conversazione o comunicazione con altri vi trovi luogo; ivi discorrere e ridere come se fossimo senza moglie, senza figli e senza sostanza, senza seguito e senza servitori, affinché, quando verrà il momento di perderli, non ci riesca nuovo il farne a meno. Noi abbiamo un'anima capace di ripiegarsi in sé stessa; essa può farsi compagnia; ha i mezzi per assalire e per difendere; per ricevere e per donare; non dobbiamo temere di marcire d'ozio noioso in questa solitudine.
Ciò che vedeva era soltanto questo: comicità e miseria, comicità e miseria.
E allora, insieme con la pena e l'orgoglio della conoscenza, venne la solitudine, perché gli riusciva intollerabile la vicinanza degli inetti con lo spirito gaiamente ottenebrato, e il marchio che lui recava sulla fronte li respingeva.
In ognuno, c'è qualcosa che non sarà mai compreso da nessuno. Questo qualcosa è la causa stessa della nostra solitudine, della solitudine che ci è connaturale. È questa solitudine rudimentale che dobbiamo accettare in primo luogo.
Bisogna essere molto forti per amare la solitudine.
Perché, in generale, si fugge la solitudine? Perché pochi si trovano in buona compagnia seco.
Nel mondo non si ha altra scelta che quella fra la solitudine e la volgarità.
Chi vola alto è sempre solo.
La solitudine è la libertà completa.
Quando si ha paura della solitudine qualunque compagnia è accettabile.
Un uomo che non sa stare in compagnia di se stesso per 7 gg, senza distrazioni, amici, cinemini, feste... deve avere qualche problema da risolvere. Chi sta benissimo in questa condizione per più di 7 gg... ne avrà sicuramente di più gravi.
Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario e l’amicizia fiorisce soltanto quando un individuo è memore della propria individualità e non si identifica più negli altri.
L'unico modo di conservare la propria solitudine è di offendere tutti, prima di tutti, coloro che si ama.
L'uomo dabbene non dimentica mai che egli è solo perché vede quello che son gli altri.
L'uomo per bene è nella società [...] soltanto il malvagio è solo.
Sarei forse più sola senza la mia solitudine.
La solitudine ci farà anche soffrire, ma quanto tempo ci fa risparmiare.
La mia solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine, senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia.
E se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo.
Tutto il problema della vita è questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri.
Stare da soli, nel senso di "senza un legame sentimentale stabile", offre opportunità di trasformazione, di riposo, di pausa, di intraprendenza solitaria, di riflessione, di contatto nuovo con la natura e con gli altri, di rivisitazione e di messa a punto di modalità relazionali nuove, di archiviazione di vecchi modi di essere.
Quanto più in alto si vola rispetto alla media, tanto più grande è la probabilità di restare soli.
Condividere il tempo significa fare esperienza delle stesse cose alle stesso momento con altre persone; significa partecipare, cioè far parte, insieme ad altri, di uno stesso accadimento; significa essere in un processo insieme ad altri, non da soli. La solitudine è infatti mancanza di condivisione del tempo. L'evento che viene condiviso può essere più o meno favorevole e più o meno gradito a ciascun partecipante, per questo a volte si preferisce la solitudine nonostante il bisogno di condivisione.
Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri.
Ogni comunità rende in qualche modo, in qualche cosa, in qualche momento «volgari».
Il raccogliersi dentro di sé è il primum movens della liberazione dei condizionamenti sociali. Chi riesce a stare solo è spinto immediatamente a capire quanto è assurdo, disumano e incivile il way-of-life quotidiano. (da "Star male di testa")
Tutto il nostro male viene dal non poter stare soli
La solitudine crea persone d'ingegno o idioti.
Per questo me ne vado nella solitudine – per non bere nelle cisterne di
tutti. In mezzo a molti io vivo come molti e non penso con il mio io:
dopo qualche tempo mi accade sempre, come se mi si volesse esiliare
da me stesso e derubare l'anima – e me la prendo con tutti e temo tutti.
Il deserto mi è allora necessario per ridiventare buono.
Perché la solitudine è così terribile? Perché noi, come individui isolati, non esistiamo. La nostra lingua, le nostre emozioni, il modo di comportarci, le mete, le speranze le prendiamo dai genitori, dai maestri, dagli amici, dagli altri. Viviamo nella nostra comunità come il bambino nel ventre della madre, fuori c'è il deserto, l'esilio: trovarsi fra gente che non conosci e che non ti conosce, che non ami e che non ti ama, a cui non sai cosa dire e che non ha nulla da dirti.
Essere soli è il destino di tutte le grandi menti.
Preferisco stare sola che sentirmi sola in mezzo agli altri.
Nel mondo non si ha altra scelta che quella tra la solitudine e la volgarità.
Puoi coltivare il vizio della solitudine, il più delizioso di tutti i peccati. Oh sì. Il vizio della solitudine: poter fare a meno di chiunque.
Temperamento piuttosto incline a solitudine, inetto a cicalare con brio, alieno dalla mondanità, io avvicino e frequento i miei simili con una certa fatica e una certa titubanza e con fatica i più virtuosi di essi. Davanti a chiunque rivivo gli attimi di uno scolaro all'esame. Mi diletto invece di chiare algebre alle ore di "loisir". Che non ti snervano quanto una conversazione da salotto; ove, a me, m'incorre l'obbligo di fingermi spiritoso e intelligente, non avendo né l'una né l'altra qualità.
Tutti coloro che prendono seriamente se stessi e la vita, vogliono stare soli, ogni tanto. ... Il desiderio di una solitudine significativa non è in alcun modo nevrotico; al contrario, la maggior parte dei nevrotici rifugge dalle proprie profondità interiori.
La cosa peggiore è quando si è soli in due.
Alla fine tutti quanti siamo e restiamo soli.
La solitudine non è consigliabile a tutti, perché bisogna essere forti per sopportarla e per agire da soli.
Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una scelta, una promessa, un impegno.
Tutto il nostro male viene dal non poter stare soli.
Solo stando solo un uomo è libero, cioè è lui.
Chi sa star solo non si sente mai solo.
Chi ama davvero ama il mondo intero, non soltanto un individuo particolare.
Non sono a mio agio fra la gente.
Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario.
Uomo solitario, o angelo o demone. -- Proverbio italiano
Un individuo non è mai solo, ma è sempre interiormente e inconsciamente accompagnato da un Altro ideale, una persona che egli spera sempre di incontrare in uno o più altri individui nella vita reale.
Non basta stare insieme a qualcuno per non sentirsi soli. Ciò che conta è il reciproco desiderio di stare insieme.
Le persone che provano a vivere da sole non avranno successo come esseri umani. I loro cuori inaridiranno se non risponderanno ad altri cuori. Le loro menti si restringeranno se ascolteranno solo l'eco dei propri pensieri senza altra fonte d'ispirazione.
Colui che non sopporta la solitudine non ama la libertà, poiché solo quando si è soli si è veramente liberi.
Non siamo mai mentalmente soli perché anche nella solitudine la nostra mente si prepara ai prossimi incontri o scontri con gli altri. Tutto si fa per gli altri, con loro, per servirci di loro o difenderci da loro.
Tutti coloro che prendono seriamente se stessi e la vita, vogliono stare soli, ogni tanto. La nostra civiltà ci ha così coinvolti negli aspetti esteriori della vita, che poco ci rendiamo conto di questo bisogno, eppure la possibilità che offre, per una completa realizzazione individuale, sono state messe in rilievo dalle filosofie e dalle religioni di tutti i tempi. Il desiderio di una solitudine significativa non è in alcun modo nevrotico; al contrario, la maggior parte dei nevrotici rifugge dalle proprie profondità interiori, ed anzi, l'incapacità di una solitudine costruttiva è per se stessa un segno di nevrosi. Il desiderio di star soli è un sintomo di distacco nevrotico soltanto quando l'associarsi alla gente richiede uno sforzo insopportabile, per evitare il quale la solitudine diviene l'unico mezzo valido.
Si preferisce la cattiva compagnia alla solitudine e qualunque cosa alla compagnia di sé stessi.
Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo.
Si è tristi perché si è soli o si è soli perché si è tristi? Sono veri entrambi i casi.
Odio coloro che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia.
Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio, dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro, un filosofo.
La massima sventura è la solitudine.
La solitudine è la sorte di tutti gli spiriti eminenti: talvolta essi ne sospireranno, ma la sceglieranno sempre come il minore di due mali.
Perché, in generale, si sfugge la solitudine? Perché pochi si trovano in buona compagnia seco.
Quanto più una persona è solitaria, tanto più viene vista con sospetto dalla gente comune, a causa della sua maggiore libertà dal reciproco controllo sociale.
Chi non ama la solitudine non ama la libertà, perché non si è liberi che essendo soli.
La solitudine crea persone d'ingegno o idioti.
Scrivere è un lavoro solitario. Leggere è un lavoro solitario. La letteratura è una forma di solidarietà fra solitari.
[Stare da soli con se stessi è] l'esperienza più decisiva della vita.

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