Citazioni su Thinking

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Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero.
Un pensiero nasce, quando tutti gli altri pensieri stanno zitti.
Pensare è parlare con persone immaginarie.
Si vive più intensamente con una forte passione che con mille pensieri acuti.
Se vuoi andare d'accordo con qualcuno devi pensare in un modo simile al suo.
Noi umani, ansiosi di sapere, cerchiamo in quel che è un rimedio a quel che non è, e in quel che non è un sollievo a quel che è.
Dovremmo avere più rispetto per le masturbazioni mentali e per coloro che le praticano. Una buona masturbazione mentale può dare piaceri che non si possono ottenere da nessuna interazione reale.
Un pensiero tira l'altro, secondo una mappa inconscia in cui tutte le parole sono collegate in modi che dipendono dalle nostre esperienze.
Niente è più pericoloso di un grande pensiero in un piccolo cervello. 
La chiarezza adorna i pensieri profondi.
Si può essere padroni o schiavi delle idee proprie e altrui. Le idee possono essere usate come risorse o gabbie mentali, come strumenti di conservazione o di progresso.
La sequenza dei nostri pensieri non è determinata dalla nostra volontà, ma da agenti inconsci e involontari che competono per portare alla coscienza (ovvero all'attenzione cosciente) quei pensieri che stanno loro a cuore. Insomma, non è l'io cosciente che decide cosa pensare, ma meccanismi indipendenti dalla sua volontà.
Per sottrarsi alla fatica di pensare, i più sono persino disposti a lavorare.
Pensa da uomo d'azione e agisci da uomo di pensiero.
La libertà di pensare è il coraggio di imbattersi nei propri demoni.
Nelle riflessioni e nelle discussioni mi pare che manca generalmente una cosa per me fondamentale: la consapevolezza del fatto che i nostri pensieri non sono volontari, ma pilotati da meccanismi inconsci. Ci si illude di avere un controllo sulle parole da pensare o dire e sulle immagini mentali da vedere, ma questa è, a mio parere, una illusione.
Si potrebbe fissare un prezzo per i pensieri. Alcuni costano molto, altri meno. E con che cosa si pagano i pensieri? Credo con il coraggio.
Anche per il pensiero c'è un tempo per arare e un tempo per mietere.
Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero.
Pensare equivale a verbalizzare il mondo e le nostre esperienze.
Non vorrei, con questo mio scritto, risparmiare ad altri la fatica di pensare. Ma, se fosse possibile, stimolare qualcuno a pensare da sé.
Rifletti, prima di pensare!
Moltissime persone credono di pensare quando stanno semplicemente riorganizzando i propri pregiudizi.
Illudersi sapendo di illudersi è una vetta della filosofia.
I nostri pensieri sono le ombre delle nostre sensazioni: sempre più oscuri, più vuoti, più semplici di queste.
Scrivere i propri pensieri è prepararsi a dirli a qualcuno che incontreremo.
Lo stadio più elevato nelle civiltà morali consiste nel riconoscere che dovremmo controllare i nostri pensieri.
Quando pensiamo dovremmo pensare che il nostro pensiero è estremamente limitato rispetto alla complessità della realtà sia esterna che interna, delle quali il pensiero può afferrare solo pochissimi aspetti. Quindi non solo dobbiamo esercitarci all'autocritica come persone, ma dobbiamo ricordarci di criticare il nostro stesso pensiero in quanto insufficiente per natura.
Il pensiero consiste in interazioni immaginarie.
I pensieri sono come i capelli. Se non li pettini ogni giorno e ogni tanto non li tagli, ti possono imbruttire.
L'ambizione è la morte del pensiero.
Ci illudiamo di pensare liberamente, mentre i nostri pensieri sono guidati dall'inconscio secondo motivazioni inconsce. Ci illudiamo di pensare razionalmente, ma non siamo padroni dei nostri pensieri e non siamo nemmeno in grado di valutarli in modo imparziale.
Dalla qualità dei nostri pensieri dipende la qualità delle nostre relazioni e interazioni con gli altri, da cui dipende il nostro benessere psichico. Tuttavia la qualità dei nostri pensieri non dipende dalla nostra volontà, perché i pensieri sono involontari.
Possiamo pensare in modo seriale (cioè per storie) e in modo parallelo (cioè per mappe).
Possa Dio preservarci dalla visione semplice e dal sonno di Newton.
Leggere significa pensare con la testa altrui invece che con la propria.
La libertà di pensiero ce l'abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero.
Si direbbe che il nostro cervello ci spinga a rappresentare delle dipendenze. Qualunque cosa accada, non importa quando o dove, siamo inclini a domandarci chi o che cosa ne sia responsabile. Questo ci porta a scoprire spiegazioni che altrimenti non riusciremmo a immaginare e ci aiuta a prevedere e a regolare non solo ciò che accade nel mondo, ma anche ciò che accade nella nostra mente. Ma se queste stesse tendenze ci spingessero a immaginare cose e cause che non esistono? In tal caso inventeremmo falsi dèi e superstizioni, e ne vedremmo la mano in tutte le coincidenze casuali. In realtà, forse, quella strana parola “io”, come quando si dice “Io ho avuto una buona idea”, riflette la stessa identica tendenza. Se siamo costretti a trovare una causa che causi tutto ciò che facciamo, ebbene, questo qualcosa ha bisogno di un nome. Tu lo chiami “io”. Io lo chiamo “tu”.
I problemi più grandi del mondo sono il risultato della differenza tra come funziona la natura e come la gente pensa.
Quale particolare privilegio ha questa piccola agitazione del cervello che chiamiamo pensiero, perché debba essere presa a modello dell'intero universo? La nostra parzialità verso noi stessi ce lo pone di fronte in ogni occasione. Ma una sana filosofia dovrebbe guardarsi scrupolosamente da un'illusione così naturale.
Cartesio sosteneva che l'essenza della mente è il pensiero, non questo o quel pensiero, ma il pensiero in generale. Ma ciò pare del tutto inintelligibile, poiché ogni cosa che esiste è particolare, e perciò devono essere le nostre distinte percezioni particolari che compongono la mente. Dico, compongono la mente, non appartengono ad essa. La mente non è una sostanza, alla quale le percezioni ineriscano. Questa nozione è altrettanto inintelligibile di quella cartesiana secondo la quale il pensiero o la percezione in generale è l'essenza della mente.
Lo strutturalismo è una scuola di pensiero che ci invita a vedere le cose (forme, gesti, idee ecc.) non come isolate, ma come elementi di strutture più grandi che danno un senso alle cose stesse.
Ci sono quelli che si fanno ammazzare per difendere un'idea e quelli che cambiano idea per qualche soldo in più.
La coerenza costituisce una limitazione di libertà. La libertà di essere incoerenti.
Il pensiero è una scansione cosciente della memoria guidata dai sentimenti.
Quando pensiamo narriamo qualcosa a noi stessi, ci raccontiamo qualcosa.
Un concetto è come un mattone. Può essere impiegato per edificare il tribunale della ragione o essere gettato per causare danni.
Pensare è come scandire una memoria, è come il lavoro della puntina di diamante che scorre tra i solchi di un disco che gira su un grammofono. Quella puntina può generare un suono, più o meno semplice, alla volta. Per percepire il contenuto completo del disco completo bisogna aspettare che la puntina lo percorra tutto, e alla fine ci resterà un vago ricordo di ciò che abbiamo ascoltato, filtrato dalla nostra sensibilità e dalle nostre preferenze.
Una tipica domanda da introverso: che conseguenze potrebbe avere per me e per gli altri (nel breve, medio e lungo termine) ciò che sto considerando di fare adesso?
Collegare logicamente (col pensiero) due idee significa stabilire una connessione elettrica (più o meno temporanea o permanente) tra le zone del cervello in cui tali idee risiedono o a cui esse sono associate.
L'immagine logica dei fatti è il pensiero.
I miei pensieri non sono coerenti e non voglio che lo diventino. Perché la coerenza è una schiavitù.
Cervello. Un apparato col quale pensiamo di pensare.
Pensare in modo costruttivo è un'arte che si può imparare a condizione di mettere in discussione il proprio modo di pensare.
La checklist è una geniale invenzione che serve a guidare il pensiero, in quanto suggerisce a chi la usa opzioni di cose a cui pensare lasciandogli la scelta di ciò su cui concentrarsi. La checklist aiuta dunque a non trascurare o dimenticare opzioni importanti e a scegliere in modo più efficiente cosa fare, pensare o volere.
Se pensare è come immaginare di vedere un film, le persone più creative tendono a immaginare film sempre diversi.
Non è che la gente non pensi, il fatto è che i più pensano in modo passivo, cioè non controllano i loro pensieri, non scelgono razionalmente a cosa pensare.
Fotografie, quadri, souvenir, soprammobili, media in genere ecc. sono artifici che ci permettono di influenzare il nostro pensiero, di guidarlo in certe direzioni.
L'incontenibile potenza dell'atomo ha cambiato tutto, tranne i nostri modi di pensare, e di conseguenza ci stiamo dirigendo verso una catastrofe senza precedenti.
La coscienza è l'unica cosa in questo universo che non può essere un'illusione.
Pensare al pensiero è pensare ad un livello logico superiore a quello di base.
Ho dei pensieri che non condivido.
Un pensiero viene quando vuole "lui", non quando voglio "io".
Pensare implica immaginare.
Modificare le forme del nostro modo di stare al mondo è problema di sistema ed i problemi sistemici andrebbero affrontati in senso sistemico, qualcosa che, nel senso più ampio dell’espressione, noi non siamo abituati semplicemente a fare. Non è così che è organizzata la nostra conoscenza, individuale e collettiva.
Il pericolo di pensar troppo è quello di non vivere abbastanza.
Gli esseri umani si distinguono per l'altezza a cui riescono a volare col pensiero. Le quote più alte sono le meno frequentate. Vi suoi trovano persone piuttosto solitarie, che i "normali" vedono con sospetto, come se da quelle altezze per loro inaccessibili stessero congiurando per sottometterli.
Noi desideriamo che gli altri la pensino come noi, ma se questo non avviene allora preferiamo che gli altri non pensino affatto piuttosto che diversamente da noi.
Quando pensiamo a noci di cocco o a maiali, non ci sono noci di cocco o maiali nel nostro cervello.
L'arma migliore che abbiamo contro lo stress è la capacità di scegliere un pensiero piuttosto che un altro.
Non possiamo non pensare, ma possiamo pensare a diverse cose e in diversi modi. Dai nostri pensieri dipende il nostro benessere nell'immediato e in tempi successivi. Perciò è importante scegliere opportunamente a cosa pensare e in che modo. Per esempio, un modo di pensare che potrebbe essere utile è quello di farsi delle domande su ciò che si vede, si sente e si fa.
La nostra meta dovrebbe essere il livello meta. Infatti, crescere intellettualmente comporta il salire al livello meta in ogni attività mentale in cui ciò sia possibile. Esempi:
Metapensiero: pensiero sul pensare.
Metaidea: idea sulle idee.
Metadomanda: domanda sul fare domande.
Metalogica: logica sulle logiche.
Metaapprendimento: apprendere ad apprendere.
Metaschema mentale: Uno schema mentale di cui fanno parte degli schemi mentali.
Metainganno: inganno sull'inganno, ad esempio negare l'inganno.
Metaillusione: illusione sull'illusione, ad esempio illudersi di non essere illusi.
La negazione del bias cognitivo è un prodotto, e una conferma, del bias stesso.
Ciò, che non possiamo pensare, non possiamo pensare; né dunque possiamo dire ciò che non possiamo pensare.
Il pensatore somiglia molto al disegnatore che vuol riprodurre nel disegno tutte le connessioni possibili.
Di tutte le idee che abbiamo appreso, noi possiamo in un dato momento pensarne solo una o poche più, anche perché tutte quelle idee non sono organizzate in una struttura chiara e conosciuta, ma sono disperse nella nostra memoria senza un ordine particolare.
Siamo tutti diversi nella qualità e quantità dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti e delle nostre motivazioni.
Il nostro pensiero è ancora più variabile della nostra vista, e tutti gli altri sensi e facoltà contribuiscono a questo cambiamento; né esiste forse un solo potere dell'anima che resti identico, senza alterazione, un momento.
L'errore che tutti facciamo è quello di pensare che gli altri pensino come noi, ragionino come noi, sappiano ciò che sappiano noi, sentano ciò che sentiamo noi.
Se pensare ci fa star male, non bisogna pensare meno, ma pensare meglio.
I materialisti consigliano di pensare di più, gli spiritualisti di pensare di meno. Io che sono pragmatico preferisco pensare meglio.
Mentre pensiamo, osserviamo ed elaboriamo differenze che causano differenze nel nostro comportamento.
Il pensiero sistemico e complesso è caratterizzato dalla non linearità e molteplicità delle relazioni causa-effetto nel senso che le interazioni sono quasi sempre circolari (l'effetto ha una retroazione sulla causa, per cui ogni causa è anche effetto) e multiple (un effetto ha quasi sempre molteplici cause e una causa molteplici effetti.
Il simbolo non è il rivestimento meramente accidentale del pensiero, ma il suo organo necessario ed essenziale. Esso non serve soltanto allo scopo di comunicare un contenuto concettuale già bello e pronto ma è lo strumento in virtù del quale questo stesso contenuto si costituisce ed acquista la sua compiuta determinatezza. L'atto della determinazione concettuale di un contenuto procede di pari passo con l'atto del suo fissarsi in qualche simbolo caratteristico.
L'uomo libero è colui che governa il suo pensiero.
Noi umani possiamo pensiamo matematicamente in quanto siamo in grado di usare espressioni mentali con incognite che indicano categorie, e che possono essere sostituite con persone o cose particolari. Per esempio, posso dire "io vorrei fare la cosa y con x", dove x può essere "Mario", "Giulio", "Carla", "Laura" ecc. e y può essere "parlare", "lavorare", "viaggiare", etc.
La passione fa pensare in circoli viziosi.
I nostri pensieri dipendono da ciò che siamo e ciò che siamo dipende dai nostri pensieri. In altre parole, i nostri pensieri sono causa e conseguenza di ciò che siamo.

Lo stesso si può dire del rapporto tra essere e sentire, e tra essere e volere.
I nostri pensieri vanno dove non hanno paura di soffrire. Per questo la loro visione della realtà è così limitata.
Pensare è difficile, però si può benissimo parlare e scrivere senza pensare.
I pensieri sono involontari.
Anche i pensieri talvolta cadono immaturi dall'albero.
La capacità critica è la capacità di rilevare incongruenze, discrepanze, contraddizioni, illogicità, inganni, illusioni, mistificazioni, dissimulazioni, ipocrisie nei discorsi e nei comportamenti di esseri umani. Si tratta di una dote innata legata all'intelligenza, che può essere incentivata o disincentivata, promossa o inibita mediante un'educazione ad hoc.
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