Citazioni su Learning

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Secondo me, per imparare a vivere, una vita non basta. Ce ne vorrebbe almeno una seconda col ricordo della prima.
Impara le regole come un professionista, in modo da poterle infrangere come un artista.
Non imparare dai tuoi errori. Impara dagli errori degli altri così che tu non possa farne.
L'uomo non ha bisogno di essere istruito, ma di essere amato con tutta la sua ignoranza.
Il fare è il miglior modo d'imparare.
Ognuno sceglie i maestri più adatti alla propria intelligenza e personalità.
Ognuno fa ciò che ha imparato a fare.
Da un professore non c'è da imparare nulla che non si possa trovare nei libri.
Sono sempre pronto ad imparare; non sempre a lasciare che mi insegnino.
Rieducare è molto più difficile che educare.
Ci sono persone che, ad un certo punto della loro vita, perdono la capacità di imparare cose nuove, e da allora restano difensivamente ancorate a ciò che hanno già appreso.
Chi educa l'educatore?
Gli studenti che fanno propria la modalità dell'avere si prefiggono un'unica meta: conservare ciò che hanno appreso, registrandolo esattamente nella propria memoria oppure conservando accuratamente le annotazioni. Non devono né produrre né creare qualcosa di nuovo. In effetti, gli individui del tipo «avere» mostrano la tendenza a sentirsi turbati da nuovi pensieri o idee su questo o quell'argomento, e ciò perché il nuovo mette in questione l'insieme cristallizzato di informazioni che già possiedono. In effetti, per una persona agli occhi della quale l'avere costituisce la forma principale di relazione con il mondo, idee che non possano venire facilmente incamerate (o registrate per iscritto) sono preoccupanti, al pari di qualsiasi altra cosa cresca e si trasformi, e che pertanto sia incontrollabile.
Tutto s'impara, anche la virtù.
Non so che cosa non va nella gente: non imparano usando l'intelligenza, ma solo meccanicamente o giù di lì. Il loro sapere è così fragile.
È possibileimparare solo quando abbandoni il tuo ego. Certo, esistono molti modi di imparare: puoi andare all’università, allora non hai bisogno di abbandonare l’ego. Anzi, più egoico sei e più bravo diventi all’università, perché l’ego ama competere, l’ego è ambizioso, l’ego è geloso, l’ego combatte con gli altri: con l’ego avrai più successo. Se all’università ti comporti con umiltà, non avrai nessuna possibilità di accrescere il tuo status. No, lì devi essere ferocemente competitivo, devi essereviolento e aggressivo, devi essere molto egoista, devi pensare che sei la persona più importante del mondo; soltanto così vincerai la medaglia d’oro, altrimenti non ci riuscirai mai. Quando vai all’università, la frequenti usando il tuo ego, ma quando vai da un Maestro accade un apprendimento di tipo completamente diverso; è un disimparare. Dal Maestro ti dovrai inchinare.
Per imparare una cosa bisogna farne uso.
Ognuno sceglie i filosofi che lo assolvono.
L'uomo saggio impara molte cose dai suoi nemici.
Per imparare a suonare uno strumento musicale ci vogliono centinaia di ore di studio e di esercizio. Come possiamo pensare che sia più facile e rapido imparare nuove abilità sociali o cambiare mentalità?
Gli insegnamenti più importanti riguardano il riconoscimento degli insegnamenti errati e di quelli che mirano solo a sottometterci a qualche autorità.
Per cambiare un sistema occorre che le parti che lo compongono imparino insieme ad interagire in modo diverso.
Intendere presto qualcosa è una naturale proprietà della mente, ma far bene qualcosa richiede l'esercizio di tutta la vita.
Nella trasmissione della cultura umana, la gente cerca sempre di replicare, di passare alla prossima generazione le capacità e i valori dei genitori, ma il tentativo fallisce sempre perché la trasmissione culturale è ottenuta attraverso l'apprendimento, non il DNA.
Così come i manuali per l'apprendimento delle lingue straniere o di materie scolastiche sono divisi per livello (principiante, medio, avanzato) così dovrebbero essere anche i libri che insegnano a pensare e a vivere, come quelli di filosofia e psicologia.
A volte è più utile disimparare che imparare.
Ogni allievo che può scegliere i suoi maestri ha i maestri che si merita. Ogni maestro che può scegliere i suoi allievi ha gli allievi che si merita.
Non si impara guidando, ma seguendo ed eseguendo.
Ogni cosa che impariamo interagisce con quelle già imparate, dando luogo ad un reciproco adattamento.
Il bambino scopre il mondo senza aspettarsi nulla. Per questo è così ricettivo.
Per vivere in modo soddisfacente bisogna disimparare una quantità di cose.
Impara di più il saggio dai nemici che lo stolto dagli amici.
I bambini si possono educare, gli adulti no.
Ci vuole molto più tempo a disapprendere che ad apprendere.
La plasticità cerebrale (cioè la capacità di apprendere) è massima nei bambini e diminuisce con l'età. Per questo chi resta bambino più a lungo impara più cose.
Né i genitori, né la scuola ci hanno insegnato a disobbedire responsabilmente.
Si cessa di imparare non quando non si ottengono risposte, ma quando non abbiamo più domande.
Studia duramente quello che ti interessa nel modo più indisciplinato, originale e irriverente possibile.
Io sono ciò che apprendo, e ciò che apprendo dipende da ciò che sono.
Gli allievi brillanti superano i loro maestri, quelli mediocri non osano mettere in dubbio gli insegnamenti che ricevono.
Quando non si ha un buon padre, bisogna procurarsene uno.
Il saggio impara molte cose dai suoi nemici.
Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza.
Fintanto che ognuno cerca di dimostrare che le proprie idee sono giuste e quelle dell'interlocutore sbagliate, nessuno impara qualcosa dall'altro.
Ognuno sceglie i maestri adatti a sé.
Tutto ciò che impariamo(nel bene e nel male) lo impariamo da altri. Perciò è importante saper scegliere con spirito critico i propri maestri e i propri modelli.
Sebbene i meccanismi di apprendimento di base siano congeniti, ovvero scritti nel codice genetico, l'uomo è in grado (chi più, chi meno, e in una certa misura) di apprendere ad apprendere.
Apprendere significa estendere o modificare le proprie risposte cognitive, emotive, motivazionali e/o psicomotorie agli stimoli esterni e/o interni.
L'apprendimento è una specie di programmazione della mente.
Grammatica: complicato strumento che ti insegna le lingue ma ti impedisce di parlare.
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