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Tutto era rimasto senza inganno, quella volta. E quella volta ebbi paura di tutto.
L'uomo è l'unico animale capace di dare nomi alle cose, ma a volte dà lo stesso nome a cose diverse e altre volte nomi diversi alle stesse cose.
Quella che noi appelliamo pazienza nelle anime volgari, è bassezza e viltà nei cuori magnanimi.
Se tutti si attenessero alla regola di parlare meno dell'interlocutore, ad eccezione del tempo dedicato alle domande e alle risposte, i dialoghi sarebbero molto produttivi.
La vita mi ha insegnato che non devo mostrare il mare che ho dentro a chi non sa nuotare.
L'informazione (contenuta nel DNA e nelle strutture cerebrali) è la base della vita, del comportamento innato e del modo in cui un essere vivente elabora le sue esperienze.
Il sapiente sa trovare somiglianze nelle differenze.
Chi crede nelle fake news è complice della loro diffusione.
Riconoscenza: sentimento di colui che ha ancora qualche cosa da chiedere.
Può darsi che Dio esista, però è meglio non fidarsi.
Normalmente, ognuno tende a valorizzare il tipo fisico e quello psicologico della propria persona, a prescindere dai loro difetti.
«E voi,» dissi con infantile impertinenza, «non commettete mai errori?»
«Spesso,» rispose. «Ma invece di concepirne uno solo ne immagino molti, così non divento schiavo di nessuno.» (da Il nome della rosa)
La musica contemporanea serve a tenere lontani i tradizionalisti.
Quelli che piacciono a tutti [...] non piacciono a nessuno e il peggiore dei difetti è quello di non averne.
Per alcuni la felicità è una sensazione cosi insolita che appena la provano, si allarmano e s'interrogano su questo nuovo stato; nulla di simile nel loro passato: è la prima volta che si avventurano fuori della sicurezza del peggio.
Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore.
Chi scrive per gli stupidi ha sempre un grande pubblico.
L'assassinio è la forma estrema di censura.
Si può fare del male anche senza fare nulla.
Tutta la cultura, ogni cultura, è un gioco di appartenenze sociali.
Il ridere è causato dalla improvvisa diminuzione di una paura.
Anche le cose buone e utili, in dosi eccessive, sono nocive.
Il bisogno di aver ragione: segno di spirito volgare.
Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri e che non si possa raggiungere attraverso nessuna via, nessuna religione, nessuna scuola. Questo è il mio punto di vista, e vi aderisco totalmente e incondizionatamente. Poiché la Verità è illimitata, incondizionata, irraggiungibile attraverso qualunque via, non può venire organizzata, e nessuna organizzazione può essere creata per condurre o costringere gli altri lungo un particolare sentiero. Se lo comprendete, vedrete che è impossibile organizzare una "fede". La fede è qualcosa di assolutamente individuale, e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri.
Non si è mai troppo vecchi finché si desidera sedurre e, soprattutto, finché si desidera essere sedotti.
Che senso ha discutere di dettagli se non si è d'accordo sul quadro generale?
Una noia mortale emana da quelli che hanno ragione e lo sanno.
La massa è un gregge docile che non può vivere senza un padrone. È talmente assetata di obbedienza da sottomettersi istintivamente a chiunque se ne proclami padrone.
Le mie parole attrarranno una mente forte o ne offenderanno una debole.
La scienza è ricerca della verità. Ma la verità non è verità certa.
Cristianesimo: una religione dove splende il dolore, soffrire è una virtù e godere un vizio.
L'obbedienza al dovere è resistenza a sé stessi.
Un essere umano non può capire il mondo oltre un certo livello che dipende dal suo livello di intelligenza.
"Il popolo" sogghignò il vecchio "il popolo... Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna... [...]"
Errare è umano; dar la colpa a un altro ancora di più.
Sono (presumo d’essere) onesto. Si rischia qualcosa, di questi tempi. Oggi l’onestà è una dote losca, più assai dell’intelligenza. Abituarsi a nascondere entrambe.
[La tendenza a diminuire l'avversario] È di per se stessa un documento dell'inferiorità di chi ne è posseduto; si tende infatti a diminuire rabbiosamente l'avversario per poter credere di esserne decisamente vittoriosi. In questa tendenza è perciò insito oscuramente un giudizio sulla propria incapacità e debolezza.
Non ci si faccia illusioni: in tutti i tempi, su tutto il globo terrestre e in tutte le circostanze, è esistita una congiura, ordita dalla natura stessa, di tutte le teste mediocri, dappoco e ottuse contro lo spirito e l'intelligenza. Contro lo spirito e l'intelligenza esse sono, tutte insieme, compagne fedeli e numerose. O si è forse così ingenui da credere che esse, invece, aspettino la superiorità per riconoscerla, venerarla e proclamarla tale, sì da vedere poi se stesse ridotte a nulla?
Se fai qualcosa solamente per denaro non avrai successo.
La scienza può prevedere il futuro solo quando è in grado di misurare tutte le variabili che lo determinano. Una di esse, il caso, non è misurabile.
Ci sono cose che piacciono ad un certo numero (più o meno grande) di persone. Se noi non facciamo parte di quel numero, tendiamo a pensare che si tratti di un piacere perverso, stupido, grezzo, infantile, irrazionale o assurdo, e che, di conseguenza, quelle persone siano perverse, stupide, grezze, infantili, irrazionali o assurde. Ci sentiamo allora diversi e superiori rispetto a loro, e disprezziamo (consciamente o inconsciamente) quel piacere e coloro che lo provano.
Nulla ci illumina meglio sul carattere degli uomini del sapere che cosa trovano ridicolo.
La probabilità di morire per un atto di terrorismo è di gran lunga inferiore a quella di morire viaggiando in automobile. Solo per incidenti stradali, infatti, in Italia, muoiono ogni anno più di settemila persone.
L'intelligenza di una persona disturba i meno intelligenti perché li fa sentire tali.
L'uomo moderno, liberato dalle costrizioni della società preindividualistica, che al tempo stesso gli dava sicurezza e lo limitava, non ha raggiunto la libertà nel senso positivo di realizzazione del proprio essere: cioè di espressione delle sue potenzialità intellettuali emotive e sensuali. Pur avendogli portato indipendenza e razionalità, la libertà lo ha reso isolato e, pertanto, ansioso e impotente.
Cosa potrebbe fare un poeta senza tormento? Ne ha bisogno come della sua macchina per scrivere.
Scrivere sarebbe facile se la stessa frase non apparisse alternativamente, a seconda del giorno e dell'ora, mediocre o eccellente.
Informazione: qualsiasi differenza che fa una differenza.
C'è una storiella quasi scientifica che dice che se metti una rana dentro una pentola di acqua fredda e aumenti la temperatura dell'acqua molto lentamente, così che non c'è un momento particolare in cui la rana dovrebbe saltare fuori, essa resterà nella pentola fino a farsi bollire. È forse la specie umana in una simile pentola dato che sta cambiando il suo ambiente con un inquinamento che cresce lentamente e facendo marcire la sua mente con religioni ed insegnamenti che si deteriorano lentamente?
I nostri pensieri dipendono da ciò che siamo e ciò che siamo dipende dai nostri pensieri. In altre parole, i nostri pensieri sono causa e conseguenza di ciò che siamo.

Lo stesso si può dire del rapporto tra essere e sentire, e tra essere e volere.
Quanto sa, gl'impedisce di sapere quanto dovrebbe.
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
L'uomo è un animale competitivo (oltre che cooperativo). Compete non solo in prima persona, ma anche come fazioso sostenitore di altri competitori, come si vede chiaramente negli sport, in politica, nelle religioni e nelle varie forme culturali.
È curioso osservare quale ideale di felicità amino gli uomini e in quali singolari posti essi cerchino la sua sorgente. Alcuni la cercano nell'ammucchiare ricchezze, alcuni nella superbia del potere, altri nelle conquiste dell'arte e della letteratura. Pochi la cercano nell'esplorazione del loro spirito o nel miglioramento della conoscenza.
Entrando in una qualunque forma di attività organizzata, una chiesa, una banda, un ufficio governativo, una commissione parlamentare, una casa di piacere, il nostro primo istinto è di chiedere chi comanda.
Le uniche persone al riparo dalle critiche sono quelle mai nate.
È difficile parlare dell'umanità senza che qualcuno si offenda.
Le relazioni e le interazioni tra entità (persone, cose, informazioni, algoritmi, luoghi ecc.) sono più importanti delle entità stesse.
La preoccupazione dell'uomo e del suo destino devono sempre costituire l'interesse principale di tutti gli sforzi tecnici. Non dimenticatelo mai in mezzo a tutti i vostri diagrammi ed alle vostre equazioni. 
La coscienza è un prodotto dell'inconscio.
Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all'uomo come in effetti è, infinito.
Vogliamo essere amati, in mancanza di ciò ammirati, in mancanza di ciò temuti, in mancanza di ciò odiati e disprezzati. Vogliamo suscitare negli altri qualche sorta di emozione. L'anima trema davanti al vuoto ed ha bisogno di un contatto ad ogni costo.
Siamo continuamente condizionati e influenzati da ciò che vediamo, udiamo e sentiamo, ovvero dall'ambiente esterno e interno in cui viviamo e dalla memoria di quello in cui abbiamo vissuto.
Per piacere a Dio e agli esseri umani occorre offrire loro, in sacrificio, la propria libertà di pensare, sentire, agire.
L'occasione fa l'uomo politico.
Gli esseri umani vengono giudicati da altri umani (e di conseguenza premiati o puniti), non solo per le loro azioni e non azioni, ma anche per certi loro pensieri e sentimenti, e per l’assenza di certi pensieri e sentimenti. Ciò avviene con pensieri e sentimenti, non-pensieri e non-sentimenti, espressi esplicitamente o implicitamente, volontariamente o involontariamente.
Noi umani, ansiosi di sapere, cerchiamo in quel che è un rimedio a quel che non è, e in quel che non è un sollievo a quel che è.
Il paradiso è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano: il tutto organizzato dagli svizzeri. L'inferno è un cuoco inglese, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero, e l'organizzazione affidata agli italiani.
Io non ho mai smesso di considerarmi più intelligente di tutti e, qualche volta, credetemi, me ne sono sentito un po' imbarazzato. Almeno, guardavo sempre in tralice, non ho mai potuto guardare la gente dritto negli occhi.
Un libro, dunque, è come riscritto in ogni epoca in cui lo si legge e ogni volta che lo si legge. E sarebbe allora il rileggere un leggere: ma un leggere inconsapevolmente carico di tutto ciò che tra una lettura e l'altra è passato su quel libro e attraverso quel libro, nella storia umana e dentro di noi.
Ogni cosa può essere collegata con ogni altra cosa ma non sempre il collegamento è utile o significativo.
Per acquistare popolarità bisogna essere una mediocrità.
...capisci che se mettete in primo piano la ghigliottina e con tanto entusiasmo è semplicemente perché tagliar teste è la cosa più facile, mentre avere un'idea è la più difficile!
Tra intellettuali la conversazione è scambio di idee altrui.
Necessità (leggi della fisica), caso (aleatorietà dei fenomeni microscopici) e volontà (intenzionalità delle menti) sono i tre fattori che, in proporzioni variabili, determinano gli avvenimenti che hanno l'uomo come protagonista.
Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre.
Il modo più semplice e sicuro per ridurre il numero delle morti è ridurre il numero delle nascite.
Tra i tanti aspetti che differenziano gli esseri umani c’è la plasticità mentale, ovvero la capacità della mente di cambiare per rispondere a nuove situazioni in modo più soddisfacente. Tale capacità è più o meno grande da persona a persona. Potrebbe essere un fattore determinato geneticamente.
Non esistono cose interessanti, solo cose a cui siamo interessati.
Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.
L'uomo è sempre impegnato ad affermare e confermare la propria identità sociale, sia mentre interagisce con altri, sia quando è solo, in attesa dei prossimi incontri.
Sono poche le donne oneste che non siano stanche del loro ruolo.
Il dotto Agostino, molto inebriato di questo divino nettare, nelli suoi Soliloquii testifica che la ignoranza piú tosto che la scienza ne conduce a Dio, e la scienza piú tosto che l'ignoranza ne mette in perdizione. In figura di ciò vuole ch'il redentor del mondo con le gambe e piedi de gli asini fusse entrato in Gerusalemme, significando anagogicamente in questa militante quello che si verifica nella trionfante cittade.
Chi non ha avuto speranza non si dispera mai.
Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino (attribuita a Giacomo Leopardi)
L'ignoranza è l'origine di tutti i mali.
La creatività si nutre di se stessa, attraverso l'osservazione di produzioni creative.
È il libero amore l'essenziale della vita, come anche la libera conoscenza. Sbarazzarsi dell'inessenziale, questo è essenziale per l'uomo.
L'amore ha la virtù di denudare non i due amanti l'uno di fronte all'altro, ma ciascuno dei due davanti a sé.
La tecnica arriverà a una tal perfezione, che l'uomo potrà fare a meno di se stesso.
L'ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero.
Infatti gli stupidi ammirano e amano tutte le cose che distinguono appena, nascoste da parole astruse,
e accettano per vere quelle cose che accarezzano dolcemente l'orecchio e che sono mascherate da un gradevole suono
Il male possiede una voce poderosa che desta le anime volgari e le riempie d'ammirazione, mentre il bene è largamente muto.
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
Ci vuole un grande coraggio per dimostrarsi deboli.
La gente arriva a credere non sulla base di prove, ma in base a quello che trova attraente.
Non trovare il difetto. Trova il rimedio.
A causa dei disastri causati da certe ideologie, oggi quasi tutti pensano che le ideologie siano un male da evitare senza distinzioni. Infatti oggi non ci sono più nuove ideologie, e quelle vecchie hanno perso la loro spinta innovativa. Questa carenza di ideologie sta rendendo la gente indifferente ai problemi comuni e demotivata a fare qualcosa per risolverli. Per migliorare la società, ovvero il nostro benessere fisico e psichico, a mio parere abbiamo bisogno di nuove ideologie, più complesse, realistiche, intelligenti e prudenti di quelle passate, capaci di unire e mobilitare cospicui gruppi di persone.
Ogni essere umano ha interiormente una mappa del mondo, un vocabolario, un'enciclopedia, un'epistemologia, attrazioni, repulsioni e motivazioni più o meno originali o copiate da altri.
La società perfetta è quella in cui ognuno è aiutato dagli altri a soddisfare i propri bisogni primari.
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