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Intendo svilupparmi all'infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili.
Noi umani, ansiosi di sapere, cerchiamo in quel che è un rimedio a quel che non è, e in quel che non è un sollievo a quel che è.
Vi sono soltanto due tipi fondamentali di istituzioni: quelle che consentono un mutamento senza spargimento si sangue, e quelle che non lo consentono. [...] Personalmente, preferisco chiamare democrazia il tipo di reggimento politico che può essere sostituito senza l'uso della violenza, e tirannide l'altro.
Un giovane va incontro alla vita: cioè, è la vita che da dietro lo spinge.
Non ci sarebbero tanti disperati nella vita se tutti, da bambini, fossero stati davvero amati e solo amati.
Quanto più in alto si vola rispetto alla media, tanto più grande è la probabilità di restare soli.
Ciò che trovo interessante nei resoconti storici è l'umanità delle persone di allora, è scoprire in loro gli stessi bisogni e desideri delle persone attuali, sebbene in forme e modi diversi, data la differenza delle circostanze. In altre parole mi colpisce l'universalità, nel tempo e nello spazio, delle motivazioni umane.
La musica che scegliamo di ascoltare parla di noi, afferma, conferma e sottolinea i nostri sentimenti, gusti e appartenenze sociali, esalta la nostra personalità, ci fa sentire meno soli, più forti e sicuri, ci scorta, ci fa sentire in armonia con il resto del mondo. È la colonna sonora della tragicommedia della nostra vita.
Per mancanza di tempo non mi sono mai drogato.
Pochi sono tirchi con i soldi degli altri, inclusi gli avari.
Per vivere una vita soddisfacente, l'uomo ha bisogno di bisogni da soddisfare e dei mezzi per soddisfarli. Senza bisogni non ci sono emozioni, né dolore, né piacere.
La vita ideale: fare solo cose indispensabili.
Tranne i casi in cui è compromessa la capacità di intendere e di volere, gli uomini in genere (ma neppure sempre) sanno quello che fanno. Solo raramente, però, conoscono le motivazioni che sottendono i loro comportamenti e, dato che tendono a giustificarli, raramente valutano appieno le conseguenze di essi a carico degli altri.
La perdita di una cosa ci tormenta finché non la perdiamo tutta.
Bisogna riconoscere che è impossibile e vergognoso, oltre che poco democratico, definire che cosa sia bello.
Le persone che sanno essere indipendenti stanno perdendo piano piano la capacità di convivere con gli altri, perché hanno perso l'abilità a socializzare. D'altra parte è comprensibile: relazionarsi con le persone è terribilmente complicato e per farlo bisogna essere in grado di accettare compromessi, di andare incontro alle esigenze altrui, di avere pazienza. È complicato, certo, ma è dalle relazioni che nasce la felicità, non dall'indipendenza che alla fine porta ad una vita vuota, priva di senso, e a una completa assoluta inimmaginabile noia.
In un dato momento possiamo essere coscienti di pochissime cose, cioè di pochissime idee, tra tutte quelle di cui potremmo essere coscienti in momenti diversi. Questo è il grande limite della coscienza rispetto all'inconscio, che invece è capace di elaborare a nostra insaputa tutte le idee che abbiamo accumulato nel corso della nostra vita.
Credi in Dio, ma chiudi bene la tua auto
L'astensione dal giudizio, più che essere una virtù e un segno di saggezza, potrebbe nascondere una strategia per evitare lo stress del giudizio, ovvero la paura che il proprio giudizio venga mal giudicato.
La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. In questo caso abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funziona...e nessuno sa il perché!
Cosa buttata in un angolo, cencio caduto per strada, il mio essere ignobile finge se stesso davanti alla vita.
C'è una forte tendenza, nella prosa esplicativa, a invocare quantità di tensione, energia ecc. per spiegare la genesi delle strutture o delle forme. Io credo che tutte quelle spiegazioni siano inappropriate o sbagliate.
Amore: il bisogno di interagire simbioticamente con una certa persona o altro essere vivente o non vivente, in modo duraturo, possibilmente eterno.
Quando si ha paura della solitudine qualunque compagnia è accettabile.
Parlare è la grande malattia di questo secolo.
La filosofia non serve ad insegnarci come essere felici, ma a combattere quelle idee e quei modelli di comportamento che ci impediscono di essere felici.
Aspettare che gli altri facciano il loro dovere è il miglior alibi per non fare il nostro.
Noi ci facciamo immagini dei fatti.
Poiché siamo parti del mondo e Dio è il mondo, ogni persona, ogni cosa è parte di Dio.
Il mondo è pieno di portatori di bisogni, per soddisfare i quali ogni portatore ha bisogno della collaborazione di altri portatori.
Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l'intelligenza, l'intelligenza che è anche "leggerezza", che sa essere "leggera", può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità.
Anche una cosa buona, alla lunga diventa cattiva. È importante capire quando è opportuno smettere (temporaneamente o definitivamente) di usare ciò che è buono e cercare altri tipi di bontà.
Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all'uomo come in effetti è, infinito.
Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.
Ci sono parole molto usate che nessuno sa spiegare se non tautologicamente, e che hanno un alone di sacralità, di spiritualità, di religiosità. Esempi: anima, spirito, amore. Queste parole hanno avuto grande fortuna si dagli inizi di tutte delle civiltà umane perché vengono associate a promesse di felicità e di armonia, e indicate come soluzioni dei problemi sociali e individuali. Chi le usa attribuisce loro poteri magici, come fossero degli amuleti, e le protegge contro ogni attacco intellettuale materialista che cerca di dimostrare la loro inconsistenza e irrazionalità, proprio come ogni religione si difende dalle idee dei miscredenti, ovvero in modo irrazionale e tautologico.
Per cambiare un sistema occorre che le parti che lo compongono imparino insieme ad interagire in modo diverso.
Non siamo mai così indifesi verso la sofferenza, come nel momento in cui amiamo.
Siamo tutti incompleti. Ogni conoscenza è incompleta. Capire l'incompletezza è il primo passo verso una maggiore completezza.
Nella donna, molto più marcatamente che nel maschio, si dibattono due soggettività antitetiche perché una vive a spese dell’altra: una soggettività che dice “io” e una soggettività che fa sentire la donna “depositaria della specie”.
Pochi sono gli amici di un uomo in sé, molti quelli della sua buona sorte.
La domanda più importante è: "quali sono le domande più importanti, e perché sono importanti?"
Tra intellettuali la conversazione è scambio di idee altrui.
Un fondoschiena veramente ben fatto è l'unico legame tra Arte e Natura.
Nel dialogo tra due individui, quando il discorso diventa svantaggioso per uno dei due, lo svantaggiato sente il bisogno di interromperlo, di sminuirlo, di cambiarlo, di deviarlo dall'obiettivo che si proponeva, o di cambiare il significato delle parole usate, e trova ogni possibile giustificazione razionale per la sua tattica diversiva.
Ogni fenomeno è conseguenza e causa di altri fenomeni.
Il sorriso dell'essere che amiamo è l'unico rimedio efficace contro il tedio.
Pochi amano sentir parlare dei peccati che amano commettere.
Il sentimento ci forza a credere ciò che la riflessione, troppo debole, non osa decidere.
La felicità si guadagna attenendosi alla giusta misura, che i Greci conoscevano perché si sapevano mortali e i cristiani conoscono meno perché ospitati da una cultura che non si accontenta della felicità, perché vuole la felicità eterna, che è una condizione che non si addice a chi ha avuto in dote una sorte mortale.
Ci sono persone felici a loro insaputa.
Spesso un tetto sul capo non permette alla gente di crescere.
Per chi sa troppo è difficile non mentire.
Nuove interessanti forme o idee possono nascere da nuovi incontri e nuove connessioni tra vecchie forme o idee.
Una soluzione che non tiene conto di tutti gli aspetti di un problema rischia di aggravarlo o di creare nuovi problemi.
La religione cristiana ha molti martiri, fatti eroi nel sopportare, ma non nell'agire.
Più mi guardo nel profondo, e meno mi vedo.
Basta leggere la Bibbia (tutta) e si diventa subito atei. È semplicemente incredibile!
Le religioni si trasmettono culturalmente, attraverso il linguaggio e il simbolismo, non certo attraverso i geni.
Per evitare la noia, l'angoscia e l'immobilismo abbiamo continuamente bisogno di sfide, di problemi da risolvere, di ostacoli da superare, di nemici, di attrazioni, di competizioni, di mete, di negoziati, di giochi, e di domande a cui rispondere. Infatti, la felicità è l'insieme dei momenti (di breve durata) in cui troviamo ciò che abbiamo cercato, in cui otteniamo ciò che abbiamo voluto.
La burocrazia è un meccanismo gigante mosso da pigmei.
Il cervello è un grande simulatore.
Ci si interessa di morale per poter fare ciò che si desidera evitando di essere disapprovati da qualcuno.
Non si può criticare impunemente la società in cui si vive, ovvero le persone con cui si interagisce.
È come se ogni umano, vivendo, producesse un film, un romanzo, una storia in cui sono coinvolti, insieme a sé stesso, tutti gli altri, con ruoli più o meno importanti. A ciascuno le storie altrui sono più o meno gradite in funzione della parte che vi ha. E allora ognuno dovrebbe chiedersi rispetto ad ogni altro: che ruolo ho nella sua storia? Che ruolo ha nella mia storia?
In ogni condanna che rivolgiamo agli altri c'è un volgare rigurgito di innocenza per noi stessi guadagnato a poco prezzo.
Dove non c'è tigre, anche la lepre spadroneggia.
Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.
L'io cosciente deve continuamente scegliere se (e in quale misura) comandare o obbedire al suo inconscio, e se (e in quale misura) mantenerlo o cambiarlo, per quanto possibile.
Molti discorsi servono solo a stabilire ciò che è buono e ciò che è cattivo, ciò che è bello e ciò che è brutto, ciò che è vero e ciò che falso, ciò a cui si deve ubbidire e ciò a cui ci si deve ribellare, senza spiegare perché una cosa sia più o meno buona o cattiva, bella o brutta, vera o falsa, oggetto di obbedienza o di ribellione.
La Bibbia contiene brani di nobile poesia e qualche buon principio morale, in mezzo a un'infinità di oscenità e bugie.
Saremo l'ultima generazione che sa cosa sia la vita senza internet.
La mente è un campo di battaglia (con morti e feriti) nella guerra tra motivazioni contrastanti.
Rendersi utili è il miglior antidoto contro le autopunizioni del super-io.
Più alto è il punto di vista, più cose e più piccole si vedono; più è basso, meno cose e più grandi.
Per comprendere una persona occorre immaginare di essere quella persona e di agire per soddisfare i suoi bisogni, desideri e interessi, secondo le sue esperienze e conoscenze. Per riuscirvi occorre mettere da parte i propri bisogni, desideri, interessi e le proprie esperienze e conoscenze.
La vera felicità è non aver bisogno di felicità.
La felicità vera è nella virtù.
Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia. [...] Infatti, il diretto, legittimo, immediato frutto della coscienza è l'inerzia, cioè il cosciente starsene a mani conserte.
Ogni cosa ha un senso, o più di uno, anche quelle che ci sembrano assurde, insensate, inutili, nocive, bestiali, mostruose, spaventose. Capire il senso nascosto e mistificato delle cose, e specialmente del comportamento umano, è la missione del saggio.
Abbiamo un tale bisogno di interagire con altri esseri umani che se non riusciamo a farlo nella realtà lo facciamo con l'immaginazione.
La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai.
Quando la tua donna sarà sicura di farti felice soltanto col suo amore, sii sicuro che per te comincia l'infelicità.
I ricordi si interpretano come i sogni.
Il destino guida chi lo accetta, e trascina chi è riluttante.
(Ducunt volentem fata, nolentem trahunt)
Ogni morto di fame è un uomo pericoloso.
Un modo indiretto per dare dello stupido o del cattivo ad una persona è quello di attribuirgli idee o intenzioni da stupido o da cattivo. Perciò fare processi alle idee o alle intenzioni di una persona può essere offensivo.
C'è un culto dell'ignoranza negli Stati Uniti, e c'è sempre stato. Una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi "la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza".
La sola differenza tra la fine di un amore e la fine di una vita è che, nel secondo caso, ci conforta il consolante pensiero che, dopo la morte, non sentiremo più niente.
Ascoltare musica è un rito di appartenenza sociale, anche se la si ascolta da soli.
L'inconscio non è solo un archivio, ma un agente segreto che tiene in scacco la coscienza.
Per quanto disincantati siamo, ci è impossibile vivere senza alcuna speranza. Ne serbiamo sempre una, a nostra insaputa, e quella speranza inconscia compensa tutte le altre, esplicite, che abbiamo respinto o esaurito.
È più facile scoprire una deficienza negli individui, negli stati e nella Provvidenza, che vedere la loro reale importanza ed il loro valore.
Non ci sono soluzioni definitive per ottenere il piacere, perché esso è sempre temporaneo e provvisorio e va ricercato di nuovo ogni volta, meglio se in forme diverse, perché la ripetizione annoia.
Il cinema è l'arte più avvincente. Infatti non si fa in tempo a reagire cognitivamente ed emotivamente ad un'immagine che subito questa cambia in modo imprevisto, stimolando una nuova reazione. In tutto questo l'io cosciente è disarmato.
La logica di un essere umano è un percorso ad ostacoli: ci sono assiomi, postulati e cognizioni che non possono essere messi in discussione.
Chi ama la sua prigione si sente libero.
Le cose non sono come appaiono, e non possiamo sapere cosa siano veramente se non in termini di elementi che le compongono, i quali, però, a loro volta, non sono come appaiono.
Non far sentire piccoli i piccoli, e fa' sentire grandi i grandi.
Occorre perdere l’individualità; partendo dalla molteplicità bisogna diventare un’unitarietà, poi dall’unitarietàdiventare uno zero. Diventa uno a partire da tanti, e poi zero a partire da uno. La matematica della spiritualità è tutta qui: dalla molteplicità all’uno e dall’uno al nulla.
Interagire implica servire e farsi servire.
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